“La versione di C.”: parla Cristiano De Andrè

redazione 28 aprile 2016

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Il 29 aprile verrà pubblicato “La versione di C.” a cura di Cristiano De André per la Mondadori. Alla soglia di 53 anni il cantautore fa un bilancio della propria vita, una sorta di catàbasi alla scoperta degli Inferi paterni e non solo.

Partendo dal nomignolo C. dato dal padre, presagio di un’alienazione, il libro passa in rassegna i problemi di alcool di Fabrizio De André, la sua totale assenza e la sua avarizia sentimentale. Una dimensione privata che fa letteralmente a pugni con una dimensione artistica che vede un De André cantautore capace di denudare la realtà, attento scrutatore del mondo e degli ultimi.

Non è un caso che amasse lavorare di notte, gli emarginati si nascondono alla luce del mondo per schiudersi al buio della notte.

Una catàbasi che Cristiano non manca di definire terapeutica: <<È stato terapeutico. Mi sono denudato, avevo bisogno di fare pace col passato e vincere dei fantasmi>>. Nuovo Ulisse, risale l’Inferno dell’adolescenza per tornare uomo nuovo, uomo in grado di perdonare: <<Essere padre non è nel DNA di molti>>, scagionando da qualsiasi forma di egoismo il genitore.

Un perdono già offerto in vita. Come non ricordarsi di Anime Salve, ultimo disco del cantautore genovese che vede anche la collaborazione di Cristiano e di Fossati. Disco che celebra la solitudine. Anime salve sta letteralmente per anime sole, forse proprio quelle di un padre e di un figlio che rifuggono qualsiasi etichetta, che rifuggono la massa e non possono che navigare in solitudine. Anime che hanno incontrato lungo il loro cammino la Disamistade, l’inimicizia e la Dolcenera emarginazione.

Due anime consegnate alla solitudine dal mondo ma che il mondo ancora ascolta: dai capolavori di Fabrizio sino al tour di Cristiano “De André canta De André” che partirà anche quest’anno, il 24 giugno dalla Cavea Auditorium di Roma.

Approfondimento: Link1,Link2

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