Vergognosa assenza

redazione 11 gennaio 2015

parlamento Vergognosa assenza

 

Non era ancora terminata la caccia ai quattro terroristi, che il ministro Angelino Alfano ieri pomeriggio si è recato alla Camera dei deputati, per relazionare circa la situazione interna al nostro Paese dopo la strage parigina. Le parole rassicuranti del ministro, che ha dichiarato che in Italia non esistono segnali di rischio terrorismo islamico, speriamo in bene, sono state pronunciate di fronte ad una platea semideserta. Proprio così, mentre tutto il mondo era col fiato sospeso in attesa di vedere la fine di una due giorni francese che dire drammatica era poco, mentre l’opinione pubblica mondiale si era resa conto della vulnerabilità anche dell’Europa, dopo di quella americana, i nostri parlamentari anziché presenziare i loro banchi, per conoscere l’informativa del Viminale, se ne erano andati a casa perché era venerdì.

 

Continua in maniera imperterrita la dimostrazione di superficialità e di qualunquismo che con quella loro massiccia assenza, quasi cinquecento assenti, i nostri rappresentati parlamentari hanno confermato con il loro incosciente comportamento, alla faccia nostra. E’ inconcepibile che, perchè onorevoli, debbano avere una settimana più che corta, da martedì a venerdì mattina, rispetto a tutti noi cittadini.

 

Una volta era giustificato il distacco del venerdì in quanto il parlamentare rientrava al proprio seggio, per incontrare i propri elettori, oggi con le liste bloccate e la scomparsa dei collegi tale esigenza non esiste più e pertanto, la mancata presenza del venerdì in parlamento, sarebbe ora che venisse individuata e quindi punita come una forma subdola di assenteismo, alla pari di quello dei vigili di Roma, oltretutto pagato lautamente da tutti i cittadini, compresi i pensionati che di festivo non hanno nemmeno la domenica. Questa supponenza che imperversa nei comportamenti di molti politici, è fra le cause del costante allontanamento della gente dalla politica, elettori che nei loro cuori pieni di rabbia covano vendetta.

 

Roberto Olivato

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