Uniti contro gli abusi

redazione 13 dicembre 2014

renzi3 Uniti contro gli abusi

 

Lo sciopero indetto da Cgil e Uil, con l’aggiunta dell’Ugl, si è svolto in una cinquantina di piazze italiane senza incidenti, tranne alcuni sporadici scontri fra gruppi di studenti e le forze dell’ordine a Milano, per il resto manifestazioni pacifiche. Botta e risposta fra Camusso e Renzi entrambi fermi sulle loro posizioni di scontro ad oltranza, con la Camusso che promette altre agitazioni se il Governo non aprirà ai sindacati e Renzi che dichiara di voler proseguire la strada delle riforme con o senza i sindacati, nelle cui fila ormai militano tutti i parlamentari della minoranza del Pd, appoggiati dalla Bindi e D’Alema, come ricordato da Debora Serracchiani presidente del Friuli Venezia Giulia e renziana doc. Quello che è strano in queste manifestazioni, è la protesta che viene continuamente rivolta verso l’abolizione del fantomatico articolo 18 che, anche se può giustificare in parte, la caciara sindacale in realtà ne sminuisce l’effetto ed il perché è presto detto.

 

Mentre per l’articolo suddetto il dado è tratto e ripensamenti del Governo sembra non ce ne saranno. Ad altri temi i sindacati pare non siano interessati, perdendo un’occasione che potrebbe riportarli a tornare ad essere primari interlocutori col Governo, aprendo una nuova stagione di dialogo e non più di solo scontro. Un esempio? I premi dei dirigenti della Pubblica Amministrazione. Per quale motivo, dirigenti che percepiscono lauti stipendi devono vedersi riconoscere premi di produttività di svariate migliaia di euro? Questo è senz’altro un’anomalia a cui Renzi dovrebbe prestare attenzione nella sua affannosa corsa a tagliare benefici. A dirigenti di società municipalizzate, ma questo vale anche per i dirigenti di Comuni e Regioni, che già guadagnano pesanti stipendi, vengono riconosciuti dei premi, chiamati retribuzioni di risultato, che rappresentano mediamente lo stipendio annuo di un impiegato? E’ mai possibile che a dirigenti ai quali viene riconosciuto un reddito cospicuo proprio per l’incarico che rivestono, debbano essere concessi premi per aver svolto il loro lavoro?

 

Tali regali troverebbero giustificazione se fossero elargite agli stessi dirigenti che però percepissero remunerazioni a livello impiegatizio, allora si che tutto sarebbe più comprensibile. Usando lo stesso metodo, anche il netturbino dovrebbe avere un premio di produttività perché riesce a mantenere pulita la sua zona di competenza. No, non ci siamo. Di fronte a certi ingiustificati benefit, visto i già lauti stipendi percepiti, sarebbe il caso che il Governo d’accordo con i Sindacati, che sappiamo anch’essi essere favorevoli all’abbattimento di sprechi, trovassero una linea comune per eliminare tali anomalie, che porterebbero senz’altro più vantaggi anche per l’assunzione di giovani. Questo dovrebbe essere, fra gli altri, il compito primario di un sindacato, piuttosto che il muro contro muro per un articolo.

 

Roberto Olivato

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