Torino ricorda Gianni Agnelli a dieci anni dalla scomparsa

redazione 24 gennaio 2013

Oggi si celebra l’anniversario della morte dell’Avvocato: già, perchè tutti lo conoscevano con questo appellativo. E, nonostante la sua Torino si stia mobilitando per ricordarlo degnamente, ad adombrare la giornata si insinuano i segreti di famiglia.

 Torino ricorda Gianni Agnelli a dieci anni dalla scomparsa

TORINO SI INCHINA -  Il 24 gennaio del 2003 passava a miglior vita uno degli uomini simbolo del nostro Paese: Gianni Agnelli si spegneva a Villa Frescòt, la sua amata residenza collinare, a casua di una grave malattia. Oggi La sua città ha organizzato una cerimonia per ricordarlo sia nel Duomo di Torino sia nella Sala Rossa del Municipio. Un uomo, un imprenditore, un patriarca: in lui si possono concentrare immagini differenti, ma tutte convogliano in quel suo volto imperturbabile, in quella sua espressione elegante e d’altri tempi che fa sorgere una certa nostalgia per i tempi d’oro della Fiat e dell’Italia. Per ricordarlo Sky Sport gli dedica una programmazione speciale.

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SCHELETRI NELL’ARMADIO - A presenziare alla cerimonia, la famiglia Agnelli: peccato che, come in tutti i raduni tra parenti, siano riemersi scomodi quanto fastidiosi segreti: tutti si accorgeranno della mancanza in prima fila di Margherita, rimasta l’ultima discendente legittima dopo il suicidio del fratello Edoardo. A stilare la lista degli invitati alla commemorazione è stato proprio suo figlio, Jaky Elkann, che pare si sia “dimenticato” di segnare il nome della cara mamma e, anche nonna Marella Caracciolo, sembra abbia fatto spallucce. Anche se in questa occasione il silenzio è d’obbligo, conosciamo tutti i motivi dell’assenza di Margherita: tutto legato alla lotta per la conquista dell’eredità dell’avvocato, scoppiata subito dopo la sua morte, senza contare lo scandalo dei fondi nascosti all’estero dagli Agnelli. Era stata proprio Margherita a dichiarare che nei conti di casa mancassero cinque miliardi di euro. Sta di fatto che sarebbe veramente imbarazzante se la signora si facesse largo tra la folla per sedersi in prima fila col resto dei rampolli.

UN GRANDE UOMO - Un imprenditore come pochi ce ne sono attualmente, un nome, il suo, legato ancora all’Italia che lavora: Gianni Agnelli e la Fiat, lui che riuscì ad internazionalizzare il marchio. Ma anche un amante del calcio: storica la sua passione per la Juventus, di cui fu anche presidente. Ed è proprio Alessandro Del Piero a fornirne un ritratto speciale: “Per quanto mi riguarda, ho avuto l’onore e la fortuna di essere stato vicino all’Avvocato. E di averci parlato spesso. Se penso ad un’immagine che mi porto dietro di lui, mi ricordo ancora una bellissima foto, dove lui mi mette una mano sulla spalla, al Comunale”. Un uomo capace di rari gesti, ma carichi di emozione, studiati con raffinatezza per conservare quell’aria distinta e riservata che ce lo hanno fatto amare. Così prosegue Del Piero: “Ancora oggi rappresenta la Juve. È stato speciale per lo sport e per l’Italia. Manca a tutti: riusciva sempre a toccare il tasto giusto”.

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