Tiro al bersaglio

redazione 4 maggio 2015

no expo6 Tiro al bersaglio

 

A sentire le parole di Angelino Alfano, sembrerebbe che a Milano la mattina del primo maggio non sia successo nulla. Infatti il ministro si è limitato a dire che la tattica di ordine pubblico adottata a Milano ha evitato il peggio e non è stata macchiata dal sangue. A parte che vi sono stati undici uomini delle forze dell’ordine feriti, ci sembra molto riduttiva la dichiarazione del ministro. Che non sia successo nulla lo provi a dire a quei cittadini a cui sono state incendiate una settantina di auto, ai commercianti che si sono visti distrutti i propri negozi, alla stessa amministrazione milanese per l’abbattimento di semafori, cartelli stradali, incendio di cassonetti. Il segretario del Sap (sindacato autonomo polizia) Gianni Tonelli ha dichiarato che il ministero in una direttiva invita gli agenti ad evitare qualsiasi contatto, rendendo quindi impossibile arginare qualsiasi situazione di pericolo.

 

Quanto asserito da Tonelli è molto grave perché a questo punto è come se il Ministero avesse indirettamente autorizzato tutti quegli atti vandalici, a cui le forze dell’ordine ed i cittadini hanno assistito impotenti. Come al solito, ora che i buoi sono scappati, si cerca di chiudere la stalla ed il ministro Alfano ha fatto sapere che d’ora in poi non saranno più permessi cortei nei centri delle città, come se le periferie non facessero parte di una città e quindi potessero venire tranquillamente devastate. Forse era meglio e sarebbe meglio per il futuro, prevenire queste forme di violenza fine a se stessa, vietando tutti quei cortei che siano ad elevato rischio di ordine pubblico e qualora si svolgessero ugualmente, agire con durezza, magari con cariche a cavallo che senz’altro incutono più timore che fumogeni e manganelli, del resto il loro impiego avviene già negli Stati Uniti, in Inghilterra, Israele ed altre parti del globo, mentre da noi servono solamente per parate e caroselli.

 

Quello che lascia l’amaro in bocca è il ricordo di quelle immagini, in cui i reparti di carabinieri e poliziotti assistevano impassibili alla devastazione della città senza poter intervenire, per un’insulsa disposizione ministeriale, sino a quando non sono stati attaccati. Impedire a chi è preposto all’ordine pubblico e per il quale è stato addestrato e viene purtroppo mal pagato, di entrare in contatto per chissà quali paure, relega quegli uomini al ruolo di semplici bersagli.

 

Roberto Olivato

Tags: , ,