A spasso per Slow Fish

redazione 20 maggio 2015

A spasso per Slow Fish di Rongo Michelangelo

chef A spasso per Slow Fish

 

Domenica sera si è conclusa a Genova la settima edizione della Fiera internazionale del Pesce buono, pulito e giusto. Eventi, spettacoli, laboratori e degustazioni sono stati tanti e ben organizzati. Il pesce, soprattutto quello povero o meglio “dimenticato”, è stato uno degli argomenti più discussi in tutti e quattro i giorni dell’evento genovese. Questa tipologia di pescato ci aiuta a salvaguardare la biodiversità, dice in uno dei suoi Laboratori del gusto Silvio Greco, presidente del comitato scientifico di Slow Fish ed anche in cucina la diversificazione degli ingredienti è fondamentale.

 

Molti di questi laboratori sono stati dedicati ai bambini per avvicinarli al mondo del pesce ed educarli a mangiare e gustare piatti che altrimenti non conoscerebbero. Molto interessante è stata l’offerta dei pescatori, contadini ed artigiani che all’interno del Mercato propongono i risultati dei loro lavori; da anni slow food sostiene le piccole produzioni tradizionali che valorizzano i territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta, da qui il nome “Presidi”.

 

Girando tra i banchetti dell’area Mercato ho conosciuto i pescatori e trasformatori dei Presidi Slow Food del Mare: l’anguilla marinata delle valli di Comacchio, la bottarga di Orbetello, il cappero di salina, la colatura di alici di Cetara, il mosciolo selvatico di Portonovo, la palamita del mare di Toscana, il sale marino di Cervia, la tonnarella di Camogli ed il presidio della piccola pesca del golfo di Noli, tutti presidi italiani. Inoltre le aringhe salate e affumicate della regione norvegese di Sunnmore, il baccalà di More og romsdal sempre in Norvegia, la bottarga di muggine delle donne imraguen della Mauritania ed i produttori del sale marino della baia dell’etoile, questi erano i presidi stranieri. Per gustare ottimi piatti cucinati bastava fare un giro tra le cucine di strada dove le biodiversità regionali erano ben rappresentate: le olive ascolane dop con una variante, ripiene di baccalà, il Cacciucco livornese, I produttori delle Cozze di Olbia, i pescatori della Coldiretti di Genova e l’osteria del Gran fritto di Cesenatico hanno avuto una grande affluenza di pubblico tra cui molti giovani.

 
La mia Ricetta per Slow Fish 2015: il FishBurger

 

Preparate una polpetta di pesce di circa 100 gr. con 70 gr di polpa di palamita e/o sugarello e 30 gr di patate lesse, a piacere potete aggiungere aglio e/o prezzemolo tritato. Pressate la polpetta e scottatela su una piastra bella calda, prendete un panino aggiungete un velo di maionese fatta in casa, magari senza uovo o meglio della salsa verde, aggiungete una foglia di insalata ed alcune fette di pomodori e componete il panino. Il risultato è un cibo molto gradevole e con un grande obiettivo far mangiare il pesce ai più giovani.

 

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