Spari contro il consigliere comunale: dopo un anno c’è un presunto attenatore

redazione 30 gennaio 2013

2012, ore 8.30, 21 marzo: mattina del primo giorno di primavera ma ultimo giorno di “vita vera” per Alberto Musy, consigliere comunale dell’Udc di Torino che fu raggiunto da una scarica di proiettili – dei quali quattro lo colpito in pieno – nell’androne di casa sua. Uno sconosciuto, con il volto nascosto da un casco nero, citofonò al consigliere dicendo di avere un pacco da consegnargli dentro il quale aveva però nascosto la pistola. Dalla sparatoria Musy non si è più ripreso, ed è tuttora in coma  dal quale non si sa se potrà mai risvegliarsi.

Dopo quasi un anno di ricerche, però, sembra che gli inquirenti siano riusciti a sbrogliare in parte l’intricata vicenda, analizzando i filmati delle telecamere a circuito chiuso situate nelle vicinanze della casa del consigliere – e i loro sospetti si sarebbero focalizzati su un uomo domiciliato nei pressi della casa di Musy, che la scorsa notte è stato interrogato per ore. Benché i fatti siano tutt’altro che chiari, è probabile che l’attentatore sia proprio lui e che il movente siano soldi. Gli investigatori hanno comunque affermato di voler continuare le indagini per far emergere ulteriori elementi.

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