E se nel ‘45………

redazione 25 febbraio 2015

immigrazione E se nel ‘45.........

 

Dopo la retromarcia imposta ai suoi due ministri, Gentiloni e Pinotti, per le dichiarazioni dagli stessi rilasciate circa un possibile intervento militare italiano in Libia, il presidente del Consiglio Renzi ha provato a bussare alla porta dell’Onu cercando solidarietà fra gli Stati membri ma, a parte un impegno diplomatico dal sapore più di circostanza che di una reale presa di posizione, verso le quotidiane atrocità che l’Isis compie ancora oggi in Iraq, Siria e Libia, le Nazioni Unite non hanno detto di più.

 

Il Congresso degli Stati Uniti, avendo posto un veto circa l’invio di proprie truppe fuori dai propri confini sino al 2017, si sono messi alla finestra, come più o meno e con diverse motivazioni hanno fatto tutti, a dimostrazione che di quello che accade in Libia non ne frega a nessuno. L’atteggiamento assunto nei nostri confronti, non è ne più ne meno di quello che ci viene riservato per i barconi dei profughi: tutti applaudono al nostro altruismo, alla nostra impeccabile macchina organizzativa, ma nessuno Stato è sceso in campo, o meglio in mare a fianco delle nostre navi. E’ chiaro che questo atteggiamento nei confronti dell’Italia, della nostra classe dirigente e quindi della nostra politica, è la dimostrazione della considerazione che abbiamo nel mondo.

 

Adesso Renzi, da Parigi, dove è in visita da Hollande, ci fa sapere che della Libia non c’interessa più nulla, la solita storia della volpe e dell’uva, ma semmai: “è un problema loro e che i libici devono risolvere da soli“. Una dichiarazione pilatesca che però avrà lasciato l’amaro in bocca al governo legittimato di Tobruk, che da settimane è circondato dagli jihadisti, che continuano a compiere stragi e distruzioni. Dove saremmo noi oggi se nel ’45 gli americani ed i loro alleati di allora, avessero usato lo stesso metro renziano?

 

Roberto Olivato

Tags: , ,