Scommesse nel tennis: “O perdo in due set o mi ritiro”

redazione 15 ottobre 2014

bracciali1 Scommesse nel tennis: O perdo in due set o mi ritiro

 

Non è solo una questione di calcio, ma ora anche il tennis finisce sotto l’occhio del ciclone: la procura di Cremona, leggendo il contenuto di oltre 200 smartphone e computer dei propri indagati del Calcioscommesse. La conversazione più utile da questo punto di vista è stata quella avvenuta nel luglio 2007 tra Daniele Bracciali, “braccio78″, e Manlio Bruni, commercialista del gruppo dei bolognesi, alla vigilia del match di Bracciali contro Jenkins a Newport. A fare da tramite tra i due era Goret.

 

Bruni: “E’ importantissimo vincere il primo set e se possibile andare un break avanti nel secondo”.
Braccio78: “Tira una brutta aria”.
Bruni: “Ok, ma facendo in live non se ne accorgerebbe nessuno”.
Braccio78: “Se conoscevo avrei potuto. Di solito ci offrono 50. Poi dipende, ma domani preferisco giocarla, magari per una prossima volta se ne può parlare”.
Bruni: “50 potrei farcela ma è indispensabile vincere il primo”.
Braccio78: “Molto importante è che quello che ci gioco lo conosco così ci parlo prima”.
Bruni: “Tu prova a vincere il primo, se lo perdi e perdi in due non se ne fa niente”.
Braccio78: “Oggi Volandri ha fatto di sicuro così”.
Bruni: “50 per un set mi sembra buono”.
Braccio78: “Non male, però a ‘sto giro gioco normale. Se cambio idea ti faccio sapere”.
Goret: “Se decidi mandami sms con scritto Viva il re”.
Bracciali: “O perdo in due set, o vinco il primo, gioco 1-2 game del secondo e mi ritiro. In questi due casi a quanto si può arrivare?”.
Bruni: “Tu provi a vincere il primo e poi ti ritiri dopo alcuni games e siamo d’accordo per 50, altrimenti se perdi il primo poi puoi arrivare a vincere la partita e con me non hai nessun impegno”.
Braccio78: “Al 90% è no. Ma tra un paio d’ore ti mando sms”.

 

Bracciali si trova coinvolto in svariate conversazioni: ascolta e rifiuta proposte, spesso le accetta. Vengono nominati spesso, oltre a Goretti e Bruni, altri compagni, da Starace a Seppi, passando per Volandri e Bolelli.

 

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