Sanremo 2015, Angelo Pintus e quella risata riflessiva

redazione 11 febbraio 2015

pintus Sanremo 2015, Angelo Pintus e quella risata riflessiva

 

Viene presentato come il comico dell’anno 2014, arriva in punta di piedi il buon Angelo Pintus, parte lento ma sale, ingrana la marcia e porta a casa la sua apparizione al festival di Sanremo 2015. Non è Alessandro Siani, non ha la fama, il successo potente e prepotente dell’attore napoletano visto la prima serata del Festival, ma Pintus ha il merito di aver simpaticamente parlato al pubblico con semplicità.
“Non fa ridere”, “diteci quando dobbiamo ridere” scrivono gli utenti dei social network, ma forse il bello è stato proprio questo: essere comico prevede l’obbligo di far ridere, ma soprattutto di lasciare un segno, un messaggio, un pensiero.

 

Se di Siani (niente di personale contro di lui, ma il paragone è quasi doveroso) resta, purtroppo, solo la gaffe legata all’affermazione rivolta a quel bambino in sovrappeso, di Angelo Pintus resta un monologo che tocca argomenti leggeri, un intervento concluso con le lacrime agli occhi dallo stesso attore. Si parla di giovinezza, dell’essere bambini, dell’essere italiani, dei cugini francesi che sfottiamo continuamente ma che, in fondo, portiamo nel cuore.
Bravo Pintus, perché con pochi semplici concetti, senza essere forzati e usando un linguaggio pulito si può davvero lasciare il segno e non restare una delle tante meteore che calcano il palco dell’Ariston.

 

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