La Rosy sempre più a sinistra

redazione 15 dicembre 2014

bindi La Rosy sempre più a sinistra

 

Sembra non fermarsi la spaccatura all’interno del Pd, anzi la crepa si allarga ogni giorno di più e la tanto attesa assemblea nazionale di ieri mattina, ha confermato lo scontro in atto fra minoranza e Renzi. L’affondo di Fassina, il più critico verso la segreteria, non ha lasciato spazi ad alcun dubbio circa una prossima rottura. Mentre sono comprensibili le accuse di Fassina, Cuperlo e Civati che ha dichiarato di “voler uscire dalle secche di questo Pd, perché il nostro elettorato non capisce il perché di una linea politica certamente non di sinistra”, confermando la rottura con la segreteria, meno comprensibile è la presa di posizione della Bindi che a RaiNews24 fa sapere “il ragionamento di Civati ha un senso e si aprono prospettive per un nuovo partito di sinistra, ma io spero lo resti il Pd”.

Stupisce che un’ex democristiana, come Rosy Bindi lo è stata per decenni, si auguri la nascita di un nuovo partito di sinistra piuttosto che rimanere in un Pd che con Renzi, sembra stia assumendo sempre più il volto di un partito socialdemocratico, nel quale un’ex democristiana dovrebbe trovarsi più a suo agio che non in un partito ex Comunista. Ma la Rosy ci ha abituati ormai a scelte in antitesi con quella che era la sua etichetta di democristiana: vicepresidente delle Acli, eletta europarlamentare nella Dc, dopo lo scioglimento della Dc passa al Ppi ed assieme a Castagnetti entra nell’Ulivo di Prodi, poi nella Margherita ed infine nel Pd, dove ne è il presidente. Dopo tutti questi passaggi l’anima democristiana della Rosy è stata talmente sciacquata e risciacquata, tanto da permetterle di sguazzare nel Pd arrivando appunto, alla presidenza del Partito. Ma perché la Bindy non prova a tornare al Centro, occupando quell’area orfana dell’Udc, piuttosto che auspicare la nascita a sinistra di un nuovo soggetto politico, verosimilmente senza la componente centrista, che rimarrebbe di “proprietà” del partito di centrosinistra per eccellenza e cioè il Pd?

 

Roberto Olivato

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