Anche i Rolling Stones vietano a Trump le loro canzoni

redazione 5 maggio 2016

rolling stones Anche i Rolling Stones vietano a Trump le loro canzoni

La playlist di Donald Trump si assottiglia sempre di più. I Rolling Stones – dopo ripetute sollecitazioni – hanno fatto ricorso a un comunicato ufficiale per intimare al candidato repubblicano alla presidenza USA di smetterla di usare le loro canzoni durante la campagna elettorale, dal momento che “non gli è stata mai concessa l’autorizzazione per farne uso”, come si legge nel comunicato stampa.

Prima dei Rolling Stones era stata la britannica Adele, a febbraio, ad accusare Trump di usare le sue canzoni senza permesso. All’inizio di aprile è stata la volta degli House of Pain, dei quali Trump aveva scelto il brano Jump Around. La band aveva fatto sapere a Trump di non gradire la presenza di una loro canzone nella sua playlist con un tweet molto colorito: “Hey @realDonaldTrump stop using my song jump around at your rallies you piece of shit“. Ma i primi ad impedire al magnate statunitense di usare le loro canzoni furono gli Aerosmith, nel 2015.

Quando Trump partecipa ad un’iniziativa elettorale, prima che arrivi sul palco il pubblico viene intrattenuto per poco meno di un’ora con la musica, scelta rigorosamente da lui. Nella playlist del miliardario prestato alla politica compaiono anche i R.E.M., Elton John, Neil Young, alcune arie d’opera e altri classici del rock. Ma tra i suoi brani preferiti c’era proprio You can’t always get what you want del 1969, canzone cantata appunto dai Rolling Stones.

A dirla tutta, i rapporti fra Trump e la band non sono mai stati troppo sereni. Nel 1989 gli Stones avrebbero dovuto tenere l’ultima data americana del loro “Steel Wheels Tour” al Convention Center di Atlantic City; lo sponsor era il Trump Plaza Hotel and Casino, di proprietà appunto del candidato. Il promoter canadese, Michael Cohl, aveva chiuso un accordo per una diretta tv on demand dello show, ma Jagger e i suoi avevano chiesto espressamente che la loro immagine non fosse associata a quella del miliardario. Tuttavia, arrivati in sala stampa per l’intervista alla tv americana, gli Stones si accorsero che la conferenza stampa era già iniziata, e la stava tenendo proprio Trump.

E così, Keith Richards decise di passare alle maniere forti: tirò fuori un coltello, lo sbattè sul tavolo e gridò in faccia a Cohl che avrebbe dovuto cacciare Trump; lo stesso Trump minacciò il promoter, il clima si riscaldò e dovettero intervenire gli uomini della sicurezza della band. Chissà se anche questa volta gli animi si scalderanno o se si risolverà tutto in maniera pacata.

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