Il rilancio dell’Operetta: l’Italia è un paese per giovani

redazione 6 gennaio 2015

abbati Il rilancio dellOperetta: lItalia è un paese per giovani

Periodo di crisi, Italia in ginocchio, con un break che colpisce ogni settore, in modo particolare quello dello spettacolo, del teatro. E’ anche vero che davanti allo stallo economico in pochi si interessano di quella che possiamo definire come la “perenne crisi” del teatro (se ne parlava già nei gloriosi anni ’60 e ’70) e invece sarebbe il caso di cominciare a mettere in luce una difficoltà di pubblico, con platee vuote e il costante declino di un teatro di prosa che non trova alcun tipo di sollecitazione da parte delle istituzioni. Ma se è vero che la prosa sembra essere alla deriva, è altrettanto vero che l’Operetta è capace di smentire questi risultati negativi.

 

In questi giorni (dal 4 al 6 gennaio) a Milano, presso il Teatro Carcano, si è esibita la celebre Compagnia di operette di Corrado Abbati, una delle ultime compagnie nate in questo settore, ma anche una di quelle che hanno saputo riscuotere maggior successo di pubblico e critica.

Da qui nasce la decisione di intervistare Corrado Abbati che è fondatore, con Stefano Maccarini, della Compagnia di Operette: Abbati, che sceglie i titoli in repertorio, curando anche l’adattamento e la regia teatrale, si è circondato di giovani talenti con i quali porta in giro per l’Italia i suoi spettacoli e grazie ai quali, spesso con alcune sue interpretazioni brillanti, contribuisce a tenere sempre viva la tradizione operettistica italiana, riportandola agli antichi splendori.

 

Maestro Abbati che cos’è che attrae il pubblico dell’operetta?

“L’operetta è uno spettacolo vero dove la musica ha un’importanza grossa e in questo momento il risultato positivo è di tutto il teatro musicale, perché anche la lirica sta avendo successo. Se i biglietti della prosa calano quelli della lirica crescono, noi ci poniamo a metà. Rappresentiamo il trend positivo, dovuto al fatto che oggi c’è tanta voglia di musica e divertimento, perché l’operetta rappresenta piacere e divertimento. Essere spettatore di un’operetta- spiega il maestro Abbati – porta a staccare dal quotidiano con la consapevolezza di divertirsi. Ci troviamo di fronte a un teatro rassicurante che ci permette di vedere qualcosa in grado di tranquillizzarci. A fortificare la posizione dell’operetta è poi la forte presenza di giovani talenti.”

Dalla foga con la quale Abbati ci parla dell’operetta, si capisce quanto sia grande il suo amore per questo tipo di spettacolo:

“L’operetta, a parte qualche parte prevista per il ruolo di un padre e una madre, nasce con storie d’amore fatte e pensate per persone giovani, perché i personaggi che si innamorano per la prima volta hanno 20-25 anni e gli interpreti devono essere giovani, anche nell’ottica della formazione di un corpo di ballo. Difficile farlo a 60 anni”.

Giovani talenti sfamati a “pane e teatro”, pronti a costruire la propria esperienza sul campo, sfatando il triste mito di una disoccupazione giovanile in costante crescita nel nostro Paese, dove spesso l’unica via di fuga viene rappresentata proprio dall’espatrio. Il giovane Claudio Ferretti, ballerino e attore della compagnia di Operette di Abbati ha spiegato:

“L’operetta è sinonimo di allegria, regala sempre spiragli positivi, è molto tradizionale ed è sempre piacevole farla e produrla. Di conseguenza il pubblico, quando la vede continua a essere incuriosito perché prevale il divertimento. I giovani possono ricoprire anche piccoli ruoli dal punto di vista recitato, mentre il grosso viene fatto da chi ha maggiore esperienza. Viene data quindi la possibilità di fare da sfondo a queste produzioni con la possibilità di trovare ruoli intercambiabili. Nel nostro caso infatti facciamo 2-3 operette dove ogni ragazzo non ha sempre lo stesso ruolo”.

Perché è vero che con il tempo si conquista esperienza, ma è altrettanto vero che nell’Operetta l’immedesimazione con il personaggio è l’aspetto più importante, a differenza dell’Opera dove in alcuni spettacoli celebri come La Traviata o La Boheme si tende spesso a dare il ruolo della protagonista anche a donne di una certa età, spinte proprio dal loro incredibile talento canoro.

 

L’operetta è, pertanto, un luogo fatto, raccontato e pensato per i più giovani.

 

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