Rientrati i primi italiani dalla Tunisia: descritto “l’inferno” dell’attentato

redazione 21 marzo 2015

tunisia Rientrati i primi italiani dalla Tunisia: descritto linferno dellattentato

Foto: Ansa

 

Una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza invita l’Italia ad aumentare la sicurezza e a “sensibilizzare ulteriormente” le misure di vigilanza a sedi diplomatiche tunisine e ai siti sensibili. Sì, perché dopo l’attentato di Tunisi, “non è possibile escludere azioni emulative in Italia”.

 

Intanto molti degli italiani che hanno vissuto l’incubo del terrorismo da vicino hanno fatto ritorno in patria: sono 130 crocieristi di costa Fascinosa, arrivati a Genova con un charter della stessa compagnia.

 

“Ho udito spari, ho visto ambulanze ed elicotteri, furgoni blindati. Era un inferno”, dice Primo Roncolato, imprenditore di Varese.

 

Secondo le ultime informazioni rivelate dal ministro tunisino della Sicurezza Rafik Chelly due terroristi si sono addestrati in Libia, “si tratta di due elementi estremisti salafiti, che sono partiti per la Libia lo scorso dicembre”.

 

ATTENTATO A TUNISI: 4 MORTI ITALIANE - Nell’attentato che è costato la vita a 23 persone, quattro sono i morti italiani e undici i feriti. Si tratta di due donne, Antonella Sesino di 54 anni (dipendente del Comune di Torino) e Giuseppina Biella 70enne di Meda e due uomini, Orazio Conte che era un informatico di 54 anni, e Francesco Caldara, pensionato di Novara.

 

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