Ragazzina in crisi epilettica: sospese le compagne

redazione 29 aprile 2016

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A Torino tre ragazzine al primo anno di un istituto professionale a indirizzo socio-sanitario durante l’ orario scolastico si sono fatte alcuni selfie accanto alla loro compagna di classe mentre stava avendo una crisi epilettica. Non contente hanno inviato la foto al resto della classe nel gruppo di  con l’ unico scopo di prendere in giro la compagna di classe.

Il provvedimento preso dalla scuola, come del resto era facile aspettarsi, è stato quello di sospendere le ragazzine. Le tre adolescenti sono state invitate dall’ istituto scolastico a fare volontariato durante i tre giorni di sospensione come punizione per l’accaduto.

Per un gesto così grave probabilmente non basteranno tre giorni di volontariato per comprendere quanto dolore hanno provocato a una loro coetanea scrivendo sotto le foto frasi crudeli e offensive. Al momento non è stata aperta un’ inchiesta giudiziaria dalla magistratura e la famiglia della vittima non ha sporto denuncia.

È incredibile la mancanza di sensibilità da parte di queste studentesse di quindici anni che invece di soccorrere la compagna mentre stava avendo una crisi epilettica hanno sfruttato quel momento per ritrarsi insieme a lei soltanto per deriderla.

Le ragazze oltretutto frequentano un istituto a indirizzo socio-sanitario, quindi aiutare una compagna di classe con crisi epilettiche sarebbe stata un’ opportunità per fare esperienza diretta con chi è costretta a convivere con una malattia tanto particolare. Queste studentesso dovrebbero diventare operatrici sociosanitarie, dovrebbero lavorare a stretto contatto con malati e persone che richiedono assistenza sanitaria, ma probabilmente non hanno compreso quale sia lo scopo della scelta fatta per l’ indirizzo formativo che hanno intrapreso. È evidente che dalla scuola non hanno acquisito nessun insegnamento.

Il loro gesto ricorda l’ atteggiamento dell’ infermiera  che a Ravenna si faceva fotografare accanto a loro replicando le loro espressioni dopo che ne aveva provocato la morte.

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