Quel brutto “vizietto” delle scritte anti-gay

redazione 6 febbraio 2013

Per un twitt postato dal Sindaco Alemanno, Roma è una città fortemente omofoba. Questa la lapidaria valutazione del primo cittadino alla luce dell’episodio riguardante la vergognosa scritta (ulteriormente “condita” da una croce celtica…) comparsa sul muro del liceo classico Tacito e indirizzata ad uno studente 15enne, eletto in Consiglio d’Istituto come rappresentante degli studenti, “reo” – secondo la vigliacca follia dell’autore del gesto – di manifesta omosessualità.

PRECISAZIONI UFFICIALI – Nel pomeriggio di ieri Alemanno ha ulteriomente dichiarato : “Allo studente oggetto della scritta sul muro del proprio liceo, voglio esprimere la solidarietà di tutta la città di Roma. Questi episodi omofobi nel contesto scolastico sono molto pericolosi e nessuno deve rimanere in silenzio davanti a situazioni del genere, né chi subisce né chi viene a conoscenza di qualsiasi sorta di discriminazione“.

VENDOLA NON CONCORDA – Naturalmente l’episodio ha animato (poteva essere altrimenti?!?) il dibattito politico. “Roma non è una città omofoba“: è il parere opposto di Nichi Vendola. Posizioni contrapposte a parte… in questa faccenda quello che salta aglio occhi è l’estrema miopia del nostro paese in merito alla libertà sessuale: mentre in Inghilterra e Francia si arriva ad una legge precisa sui matrimoni omosex, in casa nostra si persiste sui lazzi, le battute a doppio senso, gli epiteti denigratori e le gomitatine sorridenti fra eterosessuali convinti. C’è davvero ancora tanta strada da fare… e – se vogliamo considerarci un paese civile e proteso verso il futuro… bisogna davvero compierla!

Luca Varani

Tags: , , , ,