Punto, due punti, punto e virgola

redazione 24 ottobre 2014

ue1 Punto, due punti, punto e virgola

 

Ve la ricordate la lettera che Totò dettava a Peppino? Sì, quella famosa dei fratelli Caponi con Totò che dettava il testo con tanto di “punto, punto e virgola, due punti, ma si facciamo vedere che i fratelli Caponi…” ecc. ecc. Ebbene, la lettera inviata dal commissario dell’Unione Europea Jyrki Katainen al nostro Governo, nella persona del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e che è diventata un caso internazionale, fa rimpiangere la lettera dei fratelli Caponi. Anche se la lettera era classificata come riservata in realtà, leggendola e confrontandola col testo di quella del film dei due comici napoletani, emerge che quella dei Caponi era più intrigante e più ricca di sottintesi e doppie, triple frasi, doppi sensi e quant’altro, tanto da renderla, quella si, una missiva da relegare agli archivi dei servizi segreti per la decriptazione.

La missiva europea che vi sottoponiamo per permettervi di esternare un vostro giudizio, non cela alcun mistero, se non cose note e stranote e cioè che l’Europa ha chiesto numi circa lo sforamento dei conti, che peraltro Renzi e l’intero Governo avevano già preannunciato da mesi. Il Presidente del Consiglio da Bruxelles ha fatto sapere: “la pubblicazione della fantomatica lettera, era stata anticipata dal Financial Times” pertanto l’Italia non avrebbe svelato nessun documento segreto, anche perché quanto scritto dal segretario Jyrki Katainen, è infiocchettato da complimenti e da frasi cortesi, che i fratelli Caponi, non si sarebbero mai sognati di scrivere. Se la priorità dei problemi europei è rappresentata dalla pubblicazione o no di una lettera, ormai soppiantata dalle più svariate diavolerie comunicative oggi presenti nell’etere, ci fa sorgere un dubbio: non è che quella lettera era forse criptata, in risposta a quella dei fratelli Caponi?

 

Roberto Olivato

 

Questo il testo integrale della lettera.

 

Caro Ministro,

prima di tutto vorrei ringraziarla per aver presentato la bozza del piano di bilancio (Draft budgetary Plan, Dbp) per il 2015, che abbiamo ricevuto il 15 ottobre e le tavole complementari il 16 ottobre. Sono anche grato per la lettera che ha accompagnato il Dbp e che chiaramente indica che la strategia di bilancio dell’Italia deve essere considerata nell’ambito dell’agenda complessiva per le riforme strutturali.
Rispetto al programma di stabilità del 2014, il Dbp dell’Italia rinvia il raggiungimento degli obiettivi di medio termine (Mto) al 2017 e rallenta la riduzione del rapporto debito/pil negli anni a venire. Come risultato, la bozza del piano di bilancio prevede di violare i requisiti richiesti all’Italia nel braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita. Secondo le nostre analisi preliminari – sulla base del ricalcolo da parte dei servizi della Commissione usando la metodologia comune concordata – l’Italia programma una deviazione significativa dalla strada di aggiustamento richiesta verso i suoi obiettivi di medio termine nel 2015, basata sul cambiamento programmato dell’equilibrio strutturale. Per di più, il cambiamento programmato nell’equilibrio strutturale per il 2015 farebbe anche venir meno il cambiamento richiesto per assicurare l’aderenza alle regole transitorie sul debito, dal momento che questo requisito è ancora più stringente della strada di aggiustamento richiesta verso gli obiettivi di medio termine. Nel frattempo, hanno già avuto luogo ulteriori scambi di informazione tra i suoi servizi e la Commissione” e quindi, in linea con le regole Ue del 2-pack, “Le scrivo per consultarla sulle ragioni per cui l’Italia programma il non-rispetto del Patto di stabilità nel 2015. Vorrei anche sapere come l’Italia potrebbe assicurare il pieno rispetto dei suoi obblighi di bilancio sotto il Patto di stabilità per il 2015. La Commissione intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia con l’intenzione di arrivare a una valutazione finale. Mi piacerebbe essere messo a parte del suo punto di vista appena possibile e auspicabilmente entro il 24 ottobre. Questo consentirebbe alla Commissione di prendere in considerazione il punto di vista dell’Italia nel proseguimento della procedura.

 

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