“Prigionieri dell’Islam”: il nuovo libro di Lilli Gruber

redazione 30 aprile 2016

art 1 immagine Prigionieri dellIslam: il nuovo libro di Lilli Gruber

In un’intervista rilasciata giovedì a TG ZERO, Lilli Gruber parla del suo ultimo libro Prigionieri dell’Islam. Titolo provocatorio, ci conduce lungo i luoghi dell’Islam italiano. Un’inchiesta che porta sulle scene una realtà, quella islamica, di cui dobbiamo prendere atto: i musulmani in Italia sono 1.600.000, numero destinato a crescere.

Viaggio, quello della Gruber, che prende le mosse da quel Medioriente, “Madre di tutte le battaglie”, sull’orlo di un collasso.

Medioriente che pone gli italiani difronte a vari interrogativi non solo rispetto alla propria dignità ma anche e soprattutto rispetto ai propri valori: <<Quali sono i valori che siamo disposti a negoziare?>>. Non di certo la dignità, né le pari opportunità tra uomini e donne, valori questi che si scontrano con un’interpretazione arcaica del Corano. Da questo incontro/scontro ciò che deriva sono due realtà che non fanno che produrre prigionieri: da un lato l’Occidente schiavo delle sue paure e dei suoi pregiudizi, dall’altro il Medioriente schiavo della propria religione.

In quest’ottica la politica assume un ruolo chiave: <<Le guerre sono frutto di decisioni politiche e come tali, sono evitabili>>. È all’Europa che spetta il ruolo di costruire un fronte comune sulla questione. L’idea d’Europa è da sempre stata ostaggio di fini individualistici, soprattutto di ordine economico in cui nessuna forma di CONVIVENZA è stata possibile. Diventa inutile parlare allora, di solidarietà, di politiche comuni, e ricordare le guerre mondiali che in più occasioni ci hanno visto gridare: << Mai più!>>.

In un tale orizzonte è perentorio invocare come terreno di incontro un orizzonte laico come garante della libertà.

Libertà, non a caso, l’ultima battuta del libro! Una libertà che si trova a fare i conti con una dimensione religiosa che sconfina nella dimensione privata, nello spazio pubblico, sfidando l’illecito. E inevitabilmente il pensiero corre al chador, protagonista dell’omonimo libro della Gruber.

Approfondimento: Link 1; Link2.

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