Presepe senza se e senza ma

redazione 8 dicembre 2014

Presepe  Presepe senza se e senza ma

 

Pensavamo che dopo le sceneggiate di alcuni anni fa, quando alcuni genitori mussulmani, tolsero prepotentemente i crocifissi dalle aule frequentate anche dai loro figli, fosse finita tutta li. Per la verità non si sono più riscontrati fenomeni di anticristianità sino all’altro ieri, quando all’Istituto De Amicis di Bergamo è stato vietato di approntare il presepe. Quello che ha fatto notizia è che a chiedere l’abrogazione del presepe non è stato il solito musulmano, ma niente popodimeno che l’italianissimo preside di quell’istituto, che interpellato ha risposto “la scuola è di tutti e quindi non vanno create discriminazioni“.

 

Carissimo signor preside mi permetto di farle notare, che la prima discriminazione l’ha creata lei, impedendo alla maggioranza cattolica dei suoi alunni di preparare il loro presepe simbolo della natività di quell’Uomo, che sacrificò la sua vita per unire in fratellanza tutti i popoli della terra. Divieto assurdo ed in qualche modo, usando un eufemismo, fuori dalle righe il suo. Perché ? Semplicissimo: lei si è permesso infatti d’interferire addirittura con i Patti Lateranensi che, sia l’11 febbraio del 1929, che nella revisione del Concordato del 1984, non si erano mai permessi di vietare l’uso di simboli della cristianità nelle scuole del Regno d’Italia prima e successivamente della Repubblica.

 

Come lei ben saprà, anche nei tribunali esiste il crocifisso, simbolo della nostra cristianità ed è esposto senza timore di offendere nessuno. Pertanto mio caro Preside torni sui suoi passi, ma non perché la sua scelta è diventata un caso politico, bensì per riacquisire la fiducia dei suoi alunni che in lei vedono il distruttore non solo dei loro sogni, ma del loro Credo e questo è inammissibile, specialmente da parte di un dirigente pubblico.

 

Roberto Olivato

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