Per LELE MORA la redenzione passa anche attraverso un libro

redazione 14 febbraio 2013

Si intitola “La mia verità” e in 155 pagine Lele Mora racconta, con dovizia di particolari, i suoi 407 giorni in carcere. L’ex manager dei Vip l’ha presentato ieri al Circolo della Stampa, in compagnia di Don Mazzi e di Maurizio Coruzzi che, per l’occasione, si è svestito dei panni di Platinette. Il libro è edito da Larus e col supporto del giornalista Matteo Menetti e della figlia Diana, con la formula dell’istant book, Mora racconta le sue traversie giudiziare e umane: l’arresto, il tentato suicido in cella, il percorso interiore di coscienza e gli “spiragli di luce”. In copertina il primo scatto di Mora all’uscita del carcere, che Social Channel pubblicò a suo tempo in esclusiva. 

 Per LELE MORA la redenzione passa anche attraverso un libro

INTENTO BENEFICO – La condanna per bancarotta ha segnato indelebilmente la vita di Mora e della sua famiglia: “Volavo troppo alto, con ali di cera e sono caduto. Il mio errore è stato apparire e non capire l’amore dei miei figli“. Una parte dei proventi del libro verranno donati agli agenti di polizia che operano nella struttura carceraria, definiti da Mora “angeli custodi” per la disponibilità dimostrata nei suoi confronti.

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EX AMICI – La conferenza stampa si è naturalmente trasformata – come era lecito aspettarsi – in una serie di domande da parte dei giornalisti su i vari personaggi che hanno accompagnato la vita di Mora. Silvio Berlusconi: “Non lo vedo dal 7 gennaio 2011, è un grande uomo, ma solo come capita ai re”. Alfonso Signorini: “Alfonso lo ritenevo uno dei miei cinque migliori amici, l’ho aiutato molto nella sua ascesa. Dopo l’arresto non mi ha scritto nemmeno una lettera”. Emilio Fede: “Troppo attaccato al potere e al denaro. Se non gli avessi dato quei soldi, forse avrei evitato il fallimento”. Fabrizio Corona: ”Ha fatto bene a costituirsi ma è malato, soffre di disturbo bipolare, spero lo aiutino”.

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Don Mazzi ha incoraggiato la “pecorella sperduta” nel cammino interiore che Mora sta seguendo, mentre Coruzzi ironizza sottilmente con la consueta verve: “L’ho scelto come mio agente quando gli altri scappavano, dopo il primo scandalo di Vallettopoli. E così siamo diventati amici. Io sono il suo assistito, ma anche Lele ora è assistito, il suo manager è Don Antonio Mazzi“.