OLIVER SACKS, il neurologo del trip

redazione 30 novembre 2012

COVER SACKS 300 OLIVER SACKS, il neurologo del trip

Non bisogna cedere ai vizi, ma in questo caso lasciarsi andare alla tentazione è stata una scelta ottimale a fini lavorativi: così il famoso neurologo Oliver Sacks ha descritto come ha potuto realizzare in modo veritiero e fedele alla realtà il suo ultimo libro Hallucinations.

A 80 ANNI MI SVELO – Molto noto nel suo ambiente, Oliver Sacks insegna ancora neurologia a New York e ora parla del suo ultimo libro Hallucinations: non ha problemi ad ammettere di aver fatto uso di droghe differenti e di averne apprezzato gli effetti miracolosi che gli hanno dato la possibilità di comprendere anche le ripercussioni neuroligiche che certe sostante possono causare. “Prendevo un po’ di anfetamine, a cui penso di essere stato dipendente, un poco di Lsd, e ci aggiungevo una spruzzata di cannabis, tanto per rendere  più piacevole l’effetto”. Un mix studiato per generare nuovi orizzonti: “Partii immediatamente per un viaggio, che mi mostrò un capolavoro cromatico che nemmeno Giotto era mai riuscito a realizzare”. Però, il vecchietto ne sa di trip  e se è arrivato ad immaginare scenari più suggestivi di un’opera d’arte, possiamo essere sicuri che le droghe le sapeva combinare bene e infatti conclude dicendo: “Nulla, però, mi ha più dato le stesse emozioni che avevo provato con gli allucinogeni”. Se avete bisogno di un bravo neurologo, forse vi verranno dei dubbi nell’affidarvi a lui, ma un nonno così, che non lo vorrebbe?!

CASI CLINICISacks nelle sua carriera è rimasto colpito da due casi in particolare, che hanno avuto come soggetti due suoi colleghi, entrambi vittime di un incidente: il primo dopo il trauma aveva scoperto la musica classica e si era messo a comporre, il secondo aveva recuperato la fede in Dio di cui sentiva la voce. I colleghi gli chiesero di capire cosa fosse successo loro. Non è che si sono incontrati tutti e tre un pomeriggio a gozzovigliare?! Uno vede Giotto, l’altro crede di essere Chopin e il terzo sente Dio… fate un po’ voi!

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