Nora Pfeiffer, il brand che rilancia il Made in Italy

redazione 4 novembre 2014

11 Nora Pfeiffer, il brand che rilancia il Made in Italy

 

La pubblicazione dell’inchiesta di Report, noto programma Rai, ha fatto scoppiare il caso Moncler, mostrando quello che accade all’interno di alcuni allevamenti ungheresi, dove le oche vengono spiumate vive, fino a quattro volte l’anno. Con la messa in onda di questa cruda verità, ha preso il via la fase di boicottaggio di Moncler che deve fare i conti con l’indignazione del pubblico, di tutti i possibili nuovi clienti, aprendo in rosso la giornata in Borsa.

 

Contrariamente a quanto accade in casa Moncler vogliamo parlare di una piccola ma importante realtà della moda che è massima rappresentazione di stile, semplicità e soprattutto di Made in Italy. Il brand in questione si chiama Nora Pfeiffer, fondato da padre e figlio, Enzo Primo e Niccolò Agosta, che si sono uniti dietro a un progetto fashion che pone al centro delle proprie creazioni simpatici ed eleganti bracciali che raccontano lo stato d’animo di chiunque li indossi.

“Sul mercato vi era uno spazio per entrare. Mio figlio aveva avuto delle intuizioni e non abbiamo fatto altro che seguirle dopo aver avuto risposte positive. Siamo partiti da zero e nel giro di sei mesi siamo in quasi 80 negozi, abbiamo agenti che ci coprono dal Piemonte alla Campania, non posso dire che l’azienda sia fatta ma abbiamo segnali confortanti in un momento difficile”, spiega Enzo.

L’azienda, contrariamente a quanto si possa pensare dal suo nome, nasce, produce e opera in Italia, scegliendo così di affrontare anche costi di produzione più elevati:

“Facciamo tutto rigorosamente in Italia, nei laboratori tra la Lombardia, dove elaborano con rifinitura a mano i charm, e il Piemonte dove vengono saldati. Il nostro è un made in Italy dall’opera di ingegno alla realizzazione del manufatto”.

I bracciali vengono realizzati in tessuto canneté, sono caratterizzati da una rifinitura bianca su entrambi i bordi, una chiusura con un doppio nodo che va a creare un gioco di intrecci e lascia libere le due estremità del bracciale, dando un look chic e originale al prodotto.

“Il mercato è difficile vogliamo dare qualcosa che possa appagare, che sia accostato all’abbigliamento, e per capirlo facciamo test trimestrali di collezioni, e che sia accessibile. I charm sono fatti a mano, saldati con ultrasuoni, quindi si tratta di costi importanti, ma noi vogliamo continuare a rendere accessibili gli accessori alla gente”.

In merito al caso Moncler non poteva mancare un commento del patron di casa Nora Pfeiffer, Enzo:

“Non giudico, ma ho visto il servizio di Report e ho apprezzato molto Cucinelli che dice ‘Ho un margine operativo che mi appaga, potrei fare di più a discapito del lavoro da dare da fare agli italiani’. E’ etico avere un margine operativo che può essere sacrificato a costo di lavorare in Italia. Questo non mi permette di giudicare il resto, ma sono anche abbastanza animalista e quello spettacolo non mi ha confortato. Noi stiamo alimentando laboratori esterni, stiamo dando lavoro a chi fa charm e chi fa manodopera e questo ci rende, nel nostro piccolo, molto soddisfatti”.

 

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