Nero e opaco… binomio di estrema raffinatezza!

redazione 10 ottobre 2012

81 Nero e opaco... binomio di estrema raffinatezza!

Abbiamo incontrato William Degli Alario e Agostino Rubino di Neropaco, i due titolari di questo innovativo brand dell’Interior Design, 100% made in Italy, che propone progetti basati su una spiccata personalità e con forte spinta sperimentale, in grado di proporre davvero qualcosa di nuovo nel settore. “Suite Luxury Neropaco” è l’ultima collezione realizzata dai due, pensata per le catene alberghiere ed ispirata a suggestioni legate a personaggi del cinema hollywoodiano e a vip come… Fabrizio Corona. Neropaco firma progetti esclusivi per residenze private, alberghi, yacht , industrie con importanti realizzazioni nelle località più esclusive al mondo dalla Costa Azzurra all’Engadina passando per Italia, Inghilterra e Stati Uniti.

Come nasce il brand Neropaco?
Volevamo qualcosa di nuovo e di carattere: una casa alla Scarface!!! E ci siamo chiesti chi in Italia, quale personaggio potesse avere simili caratteristiche… ed abbiamo pensato a Fabrizio Corona. Così dopo un incontro abbiamo elaborato il progetto e deciso di creare Neropaco.

Cosa ispira la vostra creatività per il design?

Agostino – Pur partendo da esperienze diverse, ci siamo trovati, strada facendo, accomunati nella realizzazione di alcuni lavori. Da lì abbiamo iniziato una collaborazione che non si è mai interrotta. Negli anni, facendo ognuno appello alla propria creatività, abbiamo raggiunto un’ottimo feeling sul piano creativo. La passione l’impegno e l’esperienza, ci hanno dato la possibilità di affermarci nel settore design. Per me ha avuto un valore simbolico in molti sensi. La prima esperienza ho progettato il marchio eclettico lounge progettato e costruito completamente dal mio gruppo.una location contemporanea con caratteri forti e suggestive atmosfere.

Nei Vostri Progetti quali tipi di stili elaborate. Perché?
Agostino – Attraverso il nostro lavoro cerchiamo di mettere in connessione le persone e mostrare l’importanza di un progetto che riesca a emozionare, e allo stesso tempo metta in relazione il fruitore finale del progetto e l’ambiente creato. Tutto il nostro lavoro si basa sulle emozioni che può dare un progetto, Non abbiamo stili di riferimento ma un nostro stile, che miscela il moderno e il classico.

Puoi descrivere il tuo processo creativo?
Agostino – È difficile farlo. A volte è caotico, altre no. Cerco di seguire degli step ma spesso l’ordine cambia. Spesso inizio da uno schizzo o dalla moquette, altre volte costruendo direttamente. Mi piace molto disegnare, soprattutto quando sono in viaggio e ascolto la musica, perché è il miglior momento per comporre l’idea generale.

Quali sono le tue maggiori fonti d’ispirazione?
Agostino – A dire il vero cambiano. In questo momento il mio interesse per l’arte sta crescendo. È una fonte d’ispirazione potenzialmente immensa. Ultimamente, quando osservo un oggetto di design, penso alla raffinatezza del prodotto e a quanto questa qualità possa fermare l’immaginazione. Invece l’arte qualche volta permette di andare oltre e di sviluppare un’interpretazione.

Design e arte come convivono in un oggetto?
Agostino – Fondamentalmente essi sono due aspetti della medesima spinta creativa. La linea di confine tra Design ed Arte spesso si fonde nelle creazioni dell’artista o del designer quando quest’ultimo travalica l’aspetto dell’oggetto legato alla specifica funzione. Molte delle sue creazioni uniscono diversi materiali, qual è il suo rapporto con la materia?
William – Molti materiali possono essere utilizzati per raggiungere uno scopo creativo, sia singolarmente sia in combinazione tra loro. Quasi tutti i materiali mi sono familiari. Determinanti poi sono l’intuizione e la spinta emotiva per un loro armonico utilizzo.

Da cosa trae ispirazione per le sue collezioni?
William – Credo che la realtà di tutti i giorni sia la maggiore fonte di ispirazione per ognuno di noi. Certamente sono fondamentali le cognizioni di Storia dell’Arte e del nostro passato artistico in generale, ma è la contemporaneità che tiene vivo l’entusiasmo creativo, la ricerca del bello e di ciò che mi sorprende per la sua particolarità, che si può incontrare anche per strada, camminando e guardando con curiosità tra le vetrine e tra la gente.

Se dovesse scegliere un oggetto che la rappresenti maggiormente cosa sceglierebbe? E un luogo?
William – Sceglierei una chiesa perché sono affascinato dalla geometria quando questa rappresenta lo spazio, le emozioni e le tensioni. Il luogo invece è Firenze, perché ancora oggi, in questa città meravigliosa, si respirano fervore, creatività e dinamismo che l’hanno resa grande e che il suo giovane sindaco Renzi sembra interpretare nella sua misurata carica di energia rivoluzionaria.

Progetti futuri?
Faremo un’installazione all’aperto che va nella direzione della collezione “Amore”. Vogliamo esplorare sempre di più i sensi, fare uno sforzo e cercare di trovare un legame con le stelle, la notte, il fascino della luce…

www.neropacomilano.it

 

 

Tags: