Nazionale italiana, Giampiero Ventura nuovo allenatore

redazione 7 giugno 2016

giampiero ventura Nazionale italiana, Giampiero Ventura nuovo allenatoreSara Giampiero Ventura il nuovo allenatore della Nazionale italiana di calcio, firmerà un contratto biennale, non c’erano ormai più dubbi, ma oggi è arrivata l’ufficialità della notizia da Carlo Tavecchio, presidente della Figc.

Ventura, dopo 5 stagioni alla guida del Torino, avrà il compito di portare gli Azzurri al Mondiale 2018 in Russia. Con lui ci saranno due dei suoi assistenti storici, il vice allenatore Salvatore Sullo e i preparatore dei portieri Giuseppe Zinetti.

Il nuovo mister azzurro guadagnerà 1.3 milioni a stagione, verrà presentato il 18 luglio e prenderà il posto di Antonio Conte alla fine degli Europei 2016, in programma in Francia dal 10 giugno al 10 luglio.

Soddisfatto il presidente Tavecchio: “Ventura è un maestro di calcio – ha dichiarato  - che la lavorato con tanti giovani. E’ sempre stata la mia prima scelta e non ho ricevuto alcun tipo di pressione per scegliere un altro tecnico”.

Da definire invece la posizione di Marcello Lippi che avrebbe dovuto essere il nuovo direttore tecnico, ma una regola dello statuto federale sul conflitto di interessi che impedisce ai tecnici di avere un procuratore che svolge la professione di procuratore, attività ricoperta da Davide Lippi, figlio dell’ex ct campione del mondo in Germania 2006.

Sull’argomento il presidente federale ha ribadito: “Ho le mie idee, nessuna fretta, è una situazione che merita degli approfondimenti. Valuteremo i pro e i contro giuridici e legali. La questione non ha necessità di essere risolta né oggi, né domani. Vado per gradi: prima dovremo vedere le compatibilità; poi, quando la Corte federale ci dirà, prenderemo una decisione. La questione non riguarda una sola persona, ma il sistema. Tempistica non casuale? Ci sono coincidenze e situazioni che nella vita capitano sempre. Il buono in questo caso è che servirà per migliorare il sistema”. La Federcalcio ha deciso di chiedere un parere alla Corte d’appello federale.

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