Da Napolitano e Pinotti, allarme terrorismo

redazione 7 novembre 2014

napolitano2 Da Napolitano e Pinotti, allarme terrorismo

 

In occasione della festa delle Forze Armate, il presidente Giorgio Napolitano nel messaggio a loro inviato ha usato frasi poco consone alla ricorrenza del 4 novembre, come mai si erano sentite:

“Si affermano nuove e più aggressive forme di estremismo e di fanatismo che rischiano di investire anche l’Europa, e l’Italia in particolare, infiltrandone gradualmente le società. È una minaccia reale, anche militare che, insieme all’Unione Europea e alla Nato, dobbiamo essere pronti a prevenire e contrastare”.

Ma il presidente della Repubblica è andato oltre:

“L’Italia fa assoluto affidamento sui suoi militari per la propria sicurezza e per l’affermazione della pace e della giustizia nel mondo, condizione essenziale per la libertà dalla guerra e la prosperità della nostra democrazia.”

Anche perché ha proseguito il Presidente:

“Vi è il rischio che, sotto la spinta esterna dell’estremismo e quella interna dell’antagonismo e sull’onda di contrapposizioni ideologiche così datate e insostenibili, prendano corpo nelle nostre società rotture e violenze di intensità forse mai viste prima”.

Un discorso diverso dai soliti di circostanza ed esclusivamente commemorativi. Un discorso che è risuonato come una reale messa in stato di allarme delle nostre strutture di sicurezza. A rafforzare le preoccupazioni del Presidente Napolitano l’intervento del ministro della Difesa Roberta Pinotti che parlando dell’Isis, ha ricordato come il terrorismo sia un grande pericolo per l’occidente:

“La minaccia rappresentata dal cosiddetto ‘Stato islamico’ è evidente a tutti noi. E di fronte a quella violenza, non ci è consentito volgere lo sguardo altrove, perché l’Isis non può progredire oltre, nella sua devastante azione”.

A fronte di questi due autorevoli allarmi, gradiremmo conoscere di che notizie siano in possesso Napolitano e la Pinotti, pur nei limiti del comprensibile riserbo dovuto alla sicurezza del Paese, anche per capire se da questi due autorevoli annunci, possa iniziare il contrasto a nuovi ingressi di profughi ed una revisione sui permessi di soggiorno ed i ricongiungimenti familiari.

 

Roberto Olivato

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