La morte dalla voce bianca

redazione 14 gennaio 2015

yourimage 1 La morte dalla voce bianca

 

Dopo le immagini in diretta di sgozzamenti, di gruppi di ragazze in lacrime segregate e ripetutamente violentate, di bambini fatti esplodere come comuni pacchi bomba, adesso i califati ci propongono fotogrammi di un bambino boia. che con naturalezza, impugnando una pistola più grande di lui, giustizia due prigionieri, in questo caso russi, facendosi poi immortalare mentre sorridente esulta per l’atto compiuto.

 

Mentre il mondo così detto “civile”, continua ad inorridirsi, la jihad prosegue nelle sue atrocità a dimostrazione che i raid aerei il cui costo giornaliero è intorno ai dieci milioni di dollari, le fanno il solletico. Si continua a raccontare che la violenza è circoscritta all’auto proclamato stato dell’Isis, nonostante l’attentato parigino di pochi giorni fa smentisca questa tesi, a dimostrazione di quanto il terrorismo islamico sia uscito dai suoi confini. Come sempre avviene in questi casi nessuno intende fare il primo passo, nella speranza che il fenomeno prima o poi si esaurisca, più o meno quello che avvenne alla nascita del nazismo e poi sappiamo tutti come andò a finire.

 

Alcuni sostengono che non esistono i presupposti storici e politici per sostenere la teoria nazismo = isis, perché i califati sono espressioni dell’islam violento che agisce contro ogni forma di religione per imporre la propria, mentre il nazismo si basava sulla difesa della purezza della razza ariana. Semplici questioni di pura lana caprina, perché anche se con motivazioni diverse, il mezzo per raggiungere lo scopo e cioè l’imposizione delle proprie teorie, è identico: torture, esecuzioni e stragi. Cosa dobbiamo ancora vedere per fare qualcosa?

 

Roberto Olivato

Tags: