Meno benefit e più umanità

redazione 3 novembre 2014

auto blu Meno benefit e più umanità

 

In questi giorni diversi quotidiani hanno rivolto l’attenzione sul flop della vendita delle auto blu, promossa e promessa dal governo Renzi. Nel programma governativo era prevista una vendita all’asta su ebay, delle auto cosiddette blu della Pubblica Amministrazione. Purtroppo secondo il Formez (centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle pubbliche amministrazioni, ndr) che opera a livello nazionale, rispondendo al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutto ciò non si è verificato infatti il numero di auto vendute è stato di molto inferiore alle aspettative, passando da 6340 a 6136 autovetture.

 

Da questi numeri si può dedurre che lo scopo del governo è stato vano ed il sindacato di Polizia Silp-Cgil, nella persona del suo segretario Gianni Ciotti ha messo il dito nella piaga, non tanto sul numero delle auto blu, ma sui costi che ogni auto rappresenta:

“Una scorta costa mediamente 350 mila euro all’anno (costo auto, costo personale, costi accessori) quanto un commissariato di polizia”.

Un’affermazione grave e pesante che, moltiplicata per i circa 200 politici in attività ed in pensione a cui è concessa l’auto “blu”, porta a 70 milioni all’anno i costi sulle spalle dei contribuenti. Parlando di auto è consequenziale parlare di autisti che, sempre secondo il Formez, supera le diecimila unità portando il costo complessivo auto + personale ad oltre quattrocentocinquantamilioni. Forse piuttosto che mettere all’asta le auto blu, che oltretutto non è andata secondo le aspettative, sarebbe meglio rivedere la normativa circa le assegnazioni di questi benefit spettanti, agli ex presidenti di Camera e Senato oltre a tantissimi esponenti della vecchia repubblica ed autorità ormai in pensione, o che non avrebbero mai avuto necessità dell’auto e della scorta, come invece continua ad avvenire per esempio, per Marianna Scalfaro, un costoso servizio senza alcuna motivazione.

 

Ma d’abolire sarebbero anche le innumerevoli agevolazioni di cui fruiscono tutti gli ex senatori che, nonostante la riduzione effettuata dal 1° gennaio 2010, godono attualmente di un certo numero di viaggi aerei e ferroviari, sino a dieci anni dalla cessazione del mandato. Forse sarebbe ora di abolire questi anomali, inutili ed ingiustificati benefici rilasciati oltretutto a persone che ricevono vitalizi di dieci volte superiori alla minima. Forse un po’ di umanità e di onestà intellettuale, vorrebbero che i suddetti senatori rinunciassero a quei loro omaggi, a favore di pensionati veri, che a fatica riescono ad arrivare alla seconda metà del mese. Solo allora la politica riacquisirebbe quella credibilità, che ad oggi ha irrimediabilmente perso .

 
Roberto Olivato

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