Da Mattarella una sferzata alla politica

redazione 9 febbraio 2015

delinquenza Da Mattarella una sferzata alla politica

Mentre il governo si vanta dei risultati che quotidianamente dichiara di riuscire ad ottenere: il proseguo del cammino delle riforme, il rafforzamento della sua maggioranza grazie all’ingresso di sette fuoriusciti da Scelta Civica, della compattezza dell’Ncd e del soccorso dei fuoriusciti di 5stelle, l’Italia continua a scivolare nel baratro. Oltre alla crisi economica, si sta inasprendo anche quella della delinquenza che spavaldamente imperversa lungo lo stivale senza che le leggi riescano a contrastarla anzi, in molti casi, i delinquenti riescono a farla franca a scapito delle forze dell’ordine e dei cittadini onesti.

 

La cronaca nera è pronta a dimostrarlo: I giudici della Corte d’assise d’appello di Perugia hanno accolto la richiesta d’ indulto avanzata da Luigi Chiatti, il geometra umbro che 15 anni fa uccise barbaramente Simone Allegretti di 4 anni e Lorenzo Paolucci di 13. La richiesta dei suoi legali, accolta dai giudici, vedrà uno sconto di pena, da 30 a 27 anni e grazie all’indulto rischia di uscire fra qualche mese. Il 5 febbraio di quest’anno l’immigrato libico, Imed Khannoussi, senza fissa dimora, aveva in tasca un grammo di cocaina e quando due carabinieri hanno cercato di bloccarlo li ha colpiti con coltellate alle braccia e alle gambe. È stato arrestato per tentato omicidio, ma è stato subito scarcerato e rimesso in libertà dal giudice che ha disposto per lui soltanto il divieto di dimora a Padova.

 

A fronte di questi due casi, ma sono un piccolo esempio, i delinquenti si sono visti graziati e quasi giustificati dalle leggi del nostro Stato. Uno Stato che non è in grado di difendere la società onesta e lavoratrice e che rilascia assassini, a fronte di detenuti incarcerati per reati molto più lievi, non può essere considerato uno Stato di diritto ed il Parlamento, preposto a legiferare, dimostra d’interessarsi dei cittadini più per i voti che da essi derivano che a garantire loro l’incolumità. Anche l’ultimo caso di Graziano Stacchio, il benzinaio che in provincia di Vicenza ha sparato ad un rapinatore in procinto di rapinare un’oreficeria e che ora si vede indagato per eccesso colposo di legittima difesa, dimostrano quanto siano lontane le Istituzioni dalla cittadinanza, esasperata dal prolungarsi della crisi economica ma che è pronta a difendere le proprie attività, la propria famiglia, in una parola la propria vita a causa dell’assenza, dell’inadeguatezza e dell’insufficienza di chi dovrebbe essere preposto a salvaguardare quei valori.

 

La colpa non è senz’altro da imputare agli uomini e donne delle Forze dell’Ordine che pur se sottopagati e con insufficienza di mezzi, riescono in qualche modo a garantirci una parvenza di sicurezza. La coscienza dei nostri uomini politici, che a fronte di questa situazione, non dovrebbe farli dormire la notte, si dimostra anch’essa addomesticata più dagli interessi di poltrona che da quelli del Paese. La speranza in Mattarella già giudice della Consulta, oltre che politico di lungo corso, è l’ultima che ci è rimasta ed a lui chiediamo di risvegliare le coscienze dei nostri rappresentanti troppo presi a difendere esclusivamente i loro interessi personali.

 

Roberto Olivato

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