Massacro’ i genitori, Pietro Maso torna in liberta’ dopo 22 anni di carcere e pubblica un libro

redazione 16 aprile 2013

maso Massacro i genitori, Pietro Maso torna in liberta dopo 22 anni di carcere e pubblica un libro

LIBERTA’ RITROVATA PER PIETRO MASO - Vedere le immagini di Pietro Maso, un distinto signore 41 enne, non ci porta immediatamente a ricordare quello che ha fatto nel suo passato, e perche’ abbia dovuto passare tanto tempo in carcere. Poi ci fermiamo un attimo, ripensiamo a quegli omicidi che hanno segnato la cronaca italiana degli ultimi 20-30 anni e subito tutto torna alla mente: 22 anni fa, Pietro fini’ in carcere per aver ucciso i suoi genitori a sprangate insieme a due complici. L’omicidio fu violento, Pietro massacro’ i genitori con una spranga e oggetti contundenti, impiegando oltre 50 minuti per togliere loro la vita. Il motivo? L’eredita’. Oggi l’uomo e’ tornato in liberta’, lasciando la prigione di Opera, dove tra l’altro si trova anche Fabrizio Corona, a bordo di un Suv bianco.

Ripensando alla sua condanna, possiamo dire che in fin dei conti non gli e’ andata male: per aver ucciso i suoi genitori, Maso ricevette una condanna di 30 anni di carcere, ma e’ fuori con 1.800 giorni di anticipo. In quel giorno d’aprile, dopo aver portato a termine il folle gesto all’interno della casa che i genitori possedevano a Montecchia di Crosara in provincia di Verona, Pietro divenne il simbolo di una generazione abbandonata, in crisi e senza nulla di importante in cui credere.

maso2 Massacro i genitori, Pietro Maso torna in liberta dopo 22 anni di carcere e pubblica un libro

Al momento della sua uscita, l’uomo ha cercato di evitare ogni contatto con i giornalisti, si e’ infilato nel Suv dove ha ritrovato le due sorelle Laura e Nadia. Ma la sua uscita dal carcere non passera’ inosservata: Maso ha infatti raccontato la sua storia in un libro “Il male ero io” che sara’ pubblicato da domani grazie a Mondadori. Vi riportiamo di seguito alcuni passaggi davvero terribili per freddezza di racconto e toccanti al tempo stesso:

“Sono in piedi accanto ai loro corpi. Morti. Una linfa gelata mi e’ entrata dentro, nelle vene, nelle ossa, nel cervello [...] Vado in bagno. Devo lavarmi. Apro a manetta l’acqua calda, tengo la testa bassa. Fisso le macchie sul dorso delle mani. E’ sangue. E’ il sangue di mio padre. E’ il sangue di mia madre. Ci e’ schizzato sopra, sulle dita”.

E ancora:

“Chi avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe accaduto, l’omicidio, il carcere. Di li’ a poco non avrei avuto neppure un paio di slip per cambiarmi. Per anni ho avuto addosso solo i vestiti unti e consumati che qualche detenuto mi lasciava per pieta’. Per la prima volta – in carcere – non sono solo un mostro… Io che sono stato schiavo tutta la vita di cose inutili, soldi, donne, gioco, discoteche, non voglio piu’ essere schiavo di nulla”.

Percorso di redenzione terminato con la pubblicazione di un libro; almeno questo e’ quello che sembra! Se sia giusto o sbagliato, lo lasciamo dire a voi.

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