Maleficent: la recensione di Social Channel del film con Angelina Jolie

redazione 29 maggio 2014

La nostra recensione del film “Maleficent” con Angelina Jolie.

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Premessa per tutti coloro che ancora non hanno visto il film: quella che vedrete non è una pellicola che racconta la storia animata de “La bella addormentata nel bosco”. Si tratta infatti di una versione ben diversa da quel capolavoro Disney che ha fatto sognare grandi e piccini, per questo molti fan del cartone potrebbero rimanere delusi, anche se solo in parte.

Maleficent racconta la storia dell’iconico personaggio Disney, svelando il suo passato, quando ancora era una fatata protettrice della Brughiera, un mondo straordinario abitato da creature magiche: la giovane Malefica diventa amica di un umano, Stefano del quale si innamorerà perdutamente. L’amore però sarà il sentimento che rovinerà l’esistenza di Malefica: viene tradita da Stefano, pronto a prendersi gioco di lei meschinamente per diventare Re. E’ così che la fata Malefica diventerà una delle streghe più crudeli, pronta a meditare la sua vendetta contro il regno umano andando a colpire la figlia di Re Stefano, la piccola Aurora.

Sull’onda di altre riletture celebri come Alice in Wonderland di Tim Burton e Il grande e potente Oz di Sam Raimi, tocca all’esordiente Robert Stromberg, ex scenografo Premio Oscar con Avatar, portare in vita una storia che colpisce senza dubbio per la magica ambientazione (film da vedere rigorosamente in 3D), ma che lascia perplessi gli spettatori per la storia narrata.

Malefica è una creatura che non nasce maligna, ma lo diventa per colpa del tradimento subito, come atto di ripicca e non come principio naturale. Difficile però per lo spettatore riuscire a comprendere e accettare questa versione “buona” della strega che più ha fatto spaventare i bambini grazie al capolavoro animato datato 1959. Nel cartone infatti Malefica era il male, la malvagità, la crudeltà fatta persona, con quel tocco elegante e raffinato che hanno poi portato gli “ex bambini di allora” ad amarla più che mai una volta diventati adulti. La Malefica di Angelina Jolie, o meglio di Stromberg mantiene l’eleganza e la classe dei movimenti, ma di crudele ha ben poco. Va detto però che l’interpretazione della Jolie, perfetta incarnazione del design originale della strega, vale da sola il prezzo del biglietto!
All’intervallo viene da chiedersi una sola cosa: perché massacrare così tanto l’iconica e fascinosa Malefica? Perché trasformarla in una macchietta e far emergere il suo lato “umano”?

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Aspetti negativi.
LE FATINE: che fine hanno fatto le fatine? Scordatevi il fantastico trio formato da Flora, Fauna e Serenella (la crew decide infatti di cambiare i nomi alle tre fatine), vergognosamente dimenticate per metà film. A rubare loro il compito di allevare Aurora è proprio Malefica, abbandonata a un improponibile senso di colpa per aver lanciato un maleficio contro la ragazza.

AURORA: Elle Fanning è fisicamente perfetta per il ruolo, ma il personaggio creato per lei risulta fin troppo esagerato e banale. Regala sorrisi per gran parte del film e incide ben poco sulla storia, se non fosse che nel cartone è lei stessa la protagonista della storia, pur essendo una delle principesse Disney che meno appare sullo schermo.

PRINCIPE FILIPPO: dov’è il romanticismo? Dov’è la storia d’amore tra Filippo e Aurora? Tutto viene banalmente tagliato e raccontato in appena 5 minuti di scena nei quali Brenton Thwaites appare come un principe goffo, ben lontano dalla versione Disney.

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VOTO 6,5: ma si poteva fare di più. A salvare il film sono gli effetti speciali e le stratosferiche abilità (fisiche e non solo) di Angelina Jolie.

Confrontarsi con un classico cinematografico è sempre un autentico salto nel vuoto…e così è stato anche per Stromberg.

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