L’ironia salva Silvio dalle fauci di Santoro e Travaglio

redazione 11 gennaio 2013

Com’era prevedibile, è stato boom di ascolti per la puntata di ieri sera su La7 di Servizio pubblico con ospite Silvio Berlusconi.

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CALMA APPARENTE - Partito tutto con grande calma e tranquillità, nonostante le frecciatine rivolte al leader del Pdl per metterlo in difficoltà, all’inizio il programma ha visto toni stranamente pacati, con un Silviio deciso, ma visibilmente al tempo stesso arrabbiato per i precedenti e fortemente teso. Il Cavaliere ha risposto punto per punto, difendendosi alla sua maniera, tra battute ironiche ed accuse alla parte politica avversa alla sua.

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POI LA LITE - Ma poteva mai finire tutto a tarallucci e vini? Chiaramente no! Infatti, sul finire della trasmissione tutto è degenerato, quasi come se ci fosse stato un copione già scritto. Ai due monologhi di Marco Travaglio, Berlusconi ha risposto con una sua personale lettera in cui ha attaccato duramente il vicedirettore de Il fatto quotidiano, puntando sul suo guadagnare in un certo qual modo grazie a Berlusconi e soprattutto sulle sue numerose condanne per diffamazione. A queste parole Michele Santoro non ci ha più visto… Ha dato subito in escandescenza: urla e grida per il “padrone di casa”, che ha sostenuto che le condanne per diffamazione non significano nulla, in quanto sono all’ordine del giorno per un giornalista. Citato anche Alessandro Sallusti, ma quello che ha poi infastidito tanti sostenitori di Santoro è stato lo svelamento di un patto vigente fra lo stesso Michele e Silvio. Un patto violato da Berlusconi e che non è andato giù a tanti “santoriani”: nessuno dei due, infatti, avrebbe dovuto fare riferimento a processi.

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DIVERSO - Ma come? Dov’è finito il Santoro libero ed indipendente? Quello che dice di non temere nessuno e di voler sempre far emergere la verità? Ci si aspettava che facesse domande ben più incalzanti a Berlusconi: finalmente lo aveva nel suo studio e poteva fare di lui ciò che voleva. Invece ha scelto un’altra strada, addirittura favorendo – se vogliamo – Silvio alle elezioni.

STRETTA NEGATA E… - Ma il duello fra i due non si è concluso lì… Insulti, boati, e parole di ogni genere provenienti dal pubblico, divisosi fra Michele e Silvio. Fatto per andarsene, l’ex premier ha cercato di stringere la mano a Santoro, il quale però ha negato ogni eventuale stretta. Poi Silvio si è diretto verso Travaglio, che nel frattempo si era seduto sulla sua sedia per ascoltare la lettera di Berlusconi: Mi lasci il posto e se ne torni al suo, ha esclamato il Cavaliere, per poi pulire la sedia e sedervisi nuovamente sopra.

LA DIATRIBA CON LE SEDIE - Da notare il leit motiv della sedia: da Barbara D’Urso vi è restato incollato fino al termine dell’ospitata, da Massimo Giletti ha minacciato di abbandonarla, da Lilli Gruber ha “preteso” che vi fossero sopra due cuscini, ed ora da Michele Santoro si è messo addirittura a pulirla!

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ELEZIONI - Una sedia che torna sempre, ed un gesto, quello di ieri sera, che ha fatto tuonare a Santoro: Sta buttando via… ha preso parecchi voti così… Le vince di sicuro le elezioni… Certo che, lasciandosi prendere la mano, Michele gli ha dato una bella spinta, contribuendo in parte a fare lui stesso campagna elettorale per il rivale. Azione finale della battaglia di Berlusconi, che ha ironizzato con un Non sapete nemmeno scherzare.

ASCOLTI RECORD - Una serata decisamente pepeta, che ha beneficiato entrambi i “nemici”: Berlusconi è stato al centro dell’attenzione, e Santoro ha ottenuto un clamoroso ed insuperabile 33,58% di share, per una media di ben 8.670.000 spettatori. Un risultato storico, per un momento mediatico irripetibile!

LE REAZIONI DAI SOCIAL - Fra ieri sera ed oggi i profili di Twitter e Facebook sono stati invasi da commenti di amici (e non) improvvisatisi esperti di politica. L’incontro Santoro/Berlusconi è diventato un vero e proprio evento mediatico dove ognuno vuole dire la sua.

Difficile essere pensiero indipendente in un mare così vasto come quello della rete. Si può più correttamente parlare di correnti di pensiero.

SANTORO A TAPPETO - Fra le impressioni più diffuse quella di una sconfitta del padrone di casa:

Dopo ieri sera molti devono delle scuse a Barbara d’Urso”

“Berlusconi ha già riconvinto mia nonna. O cambiate conduttore o fate cadere il segnale di La7”

Santoro si sta scavando la fossa, dategli una vanga…”

SPETTACOLO IMPERDIBILE - In molti si sono invece limitati a constatare quanto quest’incontro sia stato d’incredibile interesse pubblico:

“Pensatela come volete, ma Servizio Pubblico di ieri è una pagina da ricordare della tv italiana”

“Tv. 8.670.000 spettatori pari al 33,58% share per Servizio Pubblico su La7. Berlusconi da Santoro. Un ascolto cosi alto La7 non l’aveva mai fatto”

Berlusconi e Santoro visti da 9 milioni di telespettatori. Una loro conduzione potrebbe risollevare le sorti di Sanremo”

AMARO IN BOCCA - La delusione generale è ovviamente un’altra delle linee di pensiero più diffuse:

“Una trasmissione televisiva come una partita di calcio…tutti allenatori..in attesa della gara successiva latitano i contenuti”

Ripete, promette le stesse cose da 20 anni. E noi siamo sempre qui ad ascoltare e a ridere. Ha vinto lui”

“Mi consenta di pulire la sedia di Servizio Pubblico che questi sporchi comunisti non si degnano neppure di pulirmi la sedia. E lo voteranno”

BASTA SILVIO - Infine c’è chi del Cavaliere non ne può proprio più:

“Un vecchio in tutta la sua sconcertante debolezza, fisica, mentale e mediatica che delira in diretta. D’altronde, non avete mai visto un anziano sbraitare contro un teleconduttore? mio nonno lo faceva sempre, dignitosamente dalla sua poltrona”

Potrà anche camminare sull’acqua. X me mi consenta rimarrà sempre colui che mentre affondavamo andava a troie e diceva che tutto andava bene”

Ieri sera B. ha sorriso tutto il tempo perché ha una paralisi facciale da lifting. Non per altro”

In ogni caso esiste un lato positivo di questa vicenda, a dimostrarlo proprio i commenti sopra riportati. Facebook e Twitter, oltre ad essere vetrina delle foto delle vacanze, possono rivelarsi anche arena di discussioni d’attualità ed interesse sociale.

 

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