A Kobane i funerali di Aylan

redazione 4 settembre 2015

2015 09 02T144254Z 408854314 GF10000190213 RTRMADP 3 EUROPE MIGRANTS TURKEY U10601085901955t3D U10601102443103ohB 378x269@LaStampa NAZIONALE kLME U10601102443103ohB 700x394@LaStampa.it  650x366 A Kobane i funerali di Aylan

Si sono tenuti a Kobane i funerali del bimbo curdo annegato martedì scorso. Il padre del piccolo, Abdullah Shnu al Kurdi è giunto da Bodrum in Turchia con i cadaveri dei tre familiari morti: la moglie Rihan, il figlio Galib e lui, il piccolo Aylan. In realtà, fa notare la radio curda “Rozana Fm”, che ha intervistato l’uomo, il bambino si chiamava “Alan”, che in lingua curda significa “Portabandiera”.  ”Lo scafista turco è saltato giù dalla barca ed è scappato, lasciandoci soli a lottare contro le onde. Io ho preso per mano i miei due bimbi e per un’ora con mia moglie ci siamo aggrappati alla barca rovesciata, i miei figli erano ancora vivi”. Una resistenza disperata, e alla fine inutile. “Il primo figlio (Galib) è stato portato via dalle onde, sono stato costretto a lasciarlo per tenere il secondo bimbo”. Quindi – ha proseguito l’uomo in lacrime – “è morto anche il secondo (Aylan) tra le mie mani. Ho visto la bava uscire dalla sua bocca. L’ho lasciato per salvare la loro madre, ma ho capito che anche mia moglie non era più in vita. E così sono rimasto in acqua per tre ore fino a quando sono arrivate le guardie costiere turche e mi hanno salvato”.

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