il redditometro fa paura: ma servirà?!

redazione 18 gennaio 2013

Tremate tremate le indagini del Fisco son tornate! E anche se l’Agenzia delle Entrate sta rassicurando i contribuenti in tutti i modi, l’incubo dei controlli sta facendo perdere il sonno un po’ a tutti, onesti e disonesti.

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TREMARELLA - La preoccupazione maggiore dei cittadini è che l’appilicazione del redditometro andrà a colpire gli onesti che dichiarano tutto e non servirà ad eliminare l’evasione fiscale. A rincarare la dose di preoccupazione c’è anche la dichiarazione dell’Adusbef secondo cui il redditometro è “in palese violazione degli ariticoli 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Stato dei diritti delcontribuente”: questo perchè il cittadino viene sottoposto all’onere della prova che di norma deve ricadere sull’amministrazione pubblica. Sta di fatto che si apre la caccia a redditi non dichiarati.

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I DETTAGLI - Fondamentalmente il Fisco indagherà sulle nostre spese e se queste sono conformi al reddito che abbiamo dichiarato: sotto analisi anche risparmi e investimenti. Se dovesse individuare delle incongruenze applicherà 100 voci di analisi per comprendere quale sia il divario tra quanto dichiarato dal cittadino e quanto invece emerge come dato ultimo del controllo. Lo scostamento tollerato è del 20%. Non bisogna farsi prendere dall’ansia riempiendo i cassetti di casa di scontrini: è utile conservare le ricevute di beni durevoli come gli elettrodomestici, oppure quelli legati a spese extra, come un viaggio. In caso di incongrueza il contribuente dovrà dare spiegazione e avrà tre modi per difendersi: dimostrando che il Fisco ha ricostruito in modo non corretto la spesa, che il pagamento è stata effettuato da terzi, che l’acquisto è stata pagato con risparmi su più anni. Se non dovesse reggere una di queste tesi, il cittadino dovrà versare il 30% della maggior somma dovuta al Fisco.

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