I dati del pollo

redazione 1 novembre 2014

money I dati del pollo

 

In occasione della 90esima Giornata del risparmio, svoltasi a Roma presso la sede dell’Acri (Associazione Fondazioni Casse di Risparmio, ndr) è stato analizzato il rapporto risparmio-famiglie. Il risparmio italiano è nel DNA di tutte le nostre famiglie che, chi più chi meno, cercano di assicurasi una sicurezza per il loro futuro. Anche quest’anno, nonostante il perdurare della crisi il risparmio, che nel 2013 vedeva solo il 29% delle famiglie mettere da parte qualche Euro, ebbene quest’anno vede le famiglie risparmiatrici aumentare di 4 punti percentuali. Queste le cifre comunicate nel corso della riunione che ha visto gli interventi del ministro dell’Economia e Finanze Pier Carlo Padoan, del Governatore della Banca d’Italia, del presidente dell’Acri e del presidente dell’Abi.

 

I dati emersi dall’indagine Acri-Ipsos, evidenziano però anche un altro aspetto e cioè che quest’anno le famiglie hanno attinto ai loro risparmi, riducendoli di un 5% passando dal 30 al 25 e facendo ricorso anche a finanziamenti, indebitandosi. Queste cifre apparentemente ottimistiche disegnano un paese che definire del bengodi diventa un eufemismo, è un po’ come il classico pollo delle statistiche, che fanno mangiare una coscia anche a chi il pollo non l’ha mai visto. Per il risparmio è la stessa cosa, si parla di famiglie che sono ricorse ai loro risparmi solo per un 5%, senza tener conto di tutte quelle famiglie che non solo non hanno un conto, ma non riescono nemmeno a sapere cosa mangeranno dalla seconda settimana del mese in poi. Per la statistica contano il numero dei conti correnti ed i movimenti che caratterizzano i loro estratti conto.

 

Ormai da anni, pensioni e stipendi vengono accreditati e questa non è senz’altro una forma di risparmio, ma un trasferimento provvisorio di redditi che però, se l’analisi è svolta nel giorno dell’accreditamento, sfalsa parzialmente il risultato finale facendoci vedere un incremento del 4% delle famiglie risparmiatrici. Oltretutto con una disoccupazione arrivata a 3.236.000 unità (dati Istat del 30/10) ebbene, dietro questi milioni di disoccupati ci sono tantissime famiglie che il risparmio non sanno nemmeno che cosa sia. Molto probabilmente quest’ultima giornata del risparmio è servita per cercare di lanciare un segnale di forzato ottimismo, come i sorrisi fra Padoan e Visco. Un ordine di scuderia che però non cancella la realtà dei fatti, che milioni di famiglie vivono sulla loro pelle in attesa che l’economia, quella reale, venga rimessa in moto.

 

Roberto Olivato

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