Gianluca Vacchi, uomo e icona: il re dei social diventa maestro di vita a Virus

redazione 12 settembre 2014

vacchi2 Gianluca Vacchi, uomo e icona: il re dei social diventa maestro di vita a Virus

 

Camper, orologi in plastica, confezionamenti, oblò per lavatrici e infine social network. C’è un uomo capace di far convivere tutto questo riuscendo a raggiungere l’eccellenza per professionalità, ironia e carisma: Gianluca Vacchi ha fatto ciò che tutti ci aspettavamo, ha stregato lo studio di Virus (che ha realizzato 1 milione 43 mila spettatori e uno share del 4.89%), sedendosi ieri sera davanti a un altrettanto stupito e sorpreso Nicola Porro. Il conduttore ha ripercorso i momenti più importanti della vita di Mister Vacchi, re dei Social Network e uomo che ha saputo diventare un brand di se stesso conquistato una folla di 300 mila followers, parlando con lui dei temi più importanti della società di oggi. Si parla di lavoro, di politica, di imprenditoria, di design e di viralità che lo ha portato a circondarsi del suo “esercito” di follower.

Lui, uomo e icona ha spiegato davanti a tutti, su Rai2 la sua filosofia del “enjoy”:

“Non ho inventato niente. Negli USA ti portano un piatto e ti dicono Enjoy. Da imprenditore sono consapevole di aver a che fare con il prestito e il primo che ti viene fatto è la vita, dove hai la restituzione certa, con incertezza solo della data. E quindi Enjoy è per dire che devi goderti la vita finché puoi”.

Parla di crisi, parla di un’Italia data per sfasciata, ma fa notare (dati alla mano!) di quanto potenziale vi sia in questo Paese, un potenziale lasciato inesplorato. La sua esperienza di vita, la sua professione sembra ricadere puntualmente in ogni suo discorso: ha il volto e la dialettica rassicurante di un uomo che ha saputo raggiungere il meglio, che ha saputo investire e rischiare. Ed è per questo che i più giovani lo hanno già eletto maestro di vita e modello dal quale trarre ispirazione. Anche parlando di modelli lui dice:

“Il mio look non è un modello ma lo può essere l’ispirazione a non essere omologati”.

Viene da una famiglia di artisti con spiccata vena creativa e lui stesso, per estro ed unicità, è stato già rinominato il dandy del 2000:

“Cosa si intende per dandy? Secondo me nell’essere dandy incide più nello stile di vita che nell’abbigliamento. Ma oggi è frainteso, essere dandy vuol dire non curarsi troppo degli altri”.

Lui però degli altri si cura, come dimostrano i suoi video, i suoi messaggi profondi e ironici lanciati sui social, e soprattutto su Instagram con i suoi video che distruggono ogni limite imposto dalla società. Parlando del celebre video registrato in via Monte Napoleone a Milano spiega:

“Io cerco di dare un messaggio serio con un contenuto ironico. Quella è la via del lusso dove la gente va a fare shopping, a 50 metri ci sono i barboni che dormono. Uso le metafore e i messaggi più semplici, ironici, buffi per mettere in luce un messaggio serio”.

Un dialogo profondo tra Vacchi e Porro, un confronto utile e costruttivo che riesce a farci trarre insegnamento stando seduti davanti alla tv anche nel momento in cui si parla, per esempio di tatuaggi:

“Nella vita di ognuno a un certo punto, visto che siamo nell’epoca del compromesso, uno deve decidersi se sporcarsi fuori o dentro… e io ho deciso di sporcarmi fuori”.

Non poteva poi mancare la parentesi politica, con un commento legato a quanto sta svolgendo in questo momento il premier Renzi, uomo che lo stesso Vacchi sembra difendere per le scelte sociali:

“Lo stare sui social è importante per capire il pensiero giovanile, è un mezzo di comunicazione straordinario che ha creato il capitale di visibilità, e Renzi lo sa usare bene. Più si avvicina alla gente e meglio è. Io credo a Renzi e alle sua promesse, ma in Italia dobbiamo smetterla di essere così garantisti e lasciamo lavorare la gente”.

La sensazione, nel vederlo concludere la sua intervista è quella di trovarsi di fronte a un uomo che ha tanto da dire, tanto da insegnare non solo a livello umano ma soprattutto a livello professionale. Chiarezza, pulizia dialettale e semplicità (pur essendo un vulcano di contenuti e concetti): ci vorrebbero più Vacchi in televisione e meno banalità che non fa altro che spegnere i nostri sogni e le nostre ambizioni.

© Social Channel

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