Genova affoga

redazione 10 ottobre 2014

editoriale Genova affoga

L’Italia per conformazione del suo territorio è soggetta a piene ed alluvioni o inondazioni, a seguito del perdurare di piogge torrenziali. A maggior ragione, quando queste piogge torrenziali si presentano come bombe d’acqua, tutte le strutture predisposte per il deflusso delle acque si dimostrano insufficienti ed obsolete. Le cause di questa incapacità di assorbimento di tali entità di piogge, è da individuare nell’incapacità o nella superficialità di valutazione dei rischi che i nostri territori corrono quando sono sottoposti a violenti scrosci d’acqua. Ormai sono alcuni anni che i nostrani temporali si sono trasformati in scroscianti piogge tropicali e pertanto, sarebbe il caso che anche gli allarmi si adeguassero nella tempistica, affiancate da interventi preventivi quali il drenaggio di fiumi e torrenti, specialmente in prossimità di centri abitati e controlli delle fognature.

Solo nel 2014 prima di questa odierna ennesima drammatica vicenda di Genova, abbiamo avuto in settembre l’alluvione di Imola, dell’alta Emilia e del Gargano, precedute in agosto da quella di Refrontolo un comune trevigiano, a luglio a Valfreddana in provincia di Lucca ed a Milano in zona Riguarda, mentre nel mese di maggio nell’anconitano a Senigallia e Chiaravalle. Ad inizio anno furono alluvionate Ponsacco nel pisano ed alcuni comuni del modenese. Senz’altro la Protezione Civile ed i vari enti preposti allo studio dei cieli, possono trovare una facile attenuante circa l’impossibilità di quantificare l’entità e la violenza della portata idrica di un temporale però, visto che gli acquazzoni a cui siamo stati abituati per decenni, oggi non esistono più, non sarebbe meglio prevedere sempre il peggio, anche in caso di dubbio, attivando ugualmente tutte le strutture territoriali, piuttosto che contare dopo, ad evento avvenuto, i danni e le vittime, l’ultima di oggi a Genova e dove il sindaco Marco Doria ha detto di non aver ricevuto nessun’allerta dalla Protezione Civile?

 

Roberto Olivato

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