Francesco Schettino torna a parlare: “Io lasciato solo”

redazione 17 giugno 2016

francesco schettino Francesco Schettino torna a parlare: Io lasciato soloFrancesco Schettino è tornato a parlare della Costa Concordia e di ciò che accadde quella notte davanti all’Isola del Giglio. L’ex comandante, condannato sia in primo grado che in Appello a 16 anni per la tragedia in cui morirono 33 persone, si sente il capro espiatorio: “Pago per tutti, ma non ho sbagliato io la rotta”. Riferimento più che evidente al timoniere Rusli Bin.

Nel corso di un’intervista rilasciata al Secolo XIX Schettino ha detto, non solo che non sarebbe stato lui ad aver sbagliato la rotta: “Stavamo a mezzo miglio dalla costa e a quella distanza il governo della nave è affidato alla guardia, non al comandante. Lo dice il codice di navigazione e infatti hanno patteggiato tutti: Il primo ufficiale, Ambrosio, che faceva le misurazioni nautiche. Il terzo, Coronica, che guardava il radar. L’ufficiale subentrante, Ursino, che non si capiva bene cosa facesse. E nessuno ha fiatato, non uno che dicesse: comandante, siamo alla distanza minima! Comandante, attenzione!”.

Secondo la difesa Rusli Bin non capiva nemmeno l’inglese, il timoniere non è stato trovato dall’Interpol, ci è però riuscito il Secolo XIX che con una telefonata a casa sua, a Giacarta, è riuscito ad avere una sua dichiarazione: “Io ho obbedito agli ordini e di quella notte non voglio ricordare più niente. Da allora non dormo più. Tutti quei morti…”. La scatola nera conferma che l’ultimo ordine fu di virare a sinistra e Rusli Bin virò a dritta, non si sa il motivo, forse per il panico oppure perchè capì male l’ordine.

Le paratie stagne non erano stagne per niente secondo quanto afferma l’avvocato Saverio Senese, ma sono state demolite insieme alla nave e così non ci sono più prove. Entro la fine dell’anno se la sentenza sarà confermata dalla Cassazione, Schettino entrerà in carcere.

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