La frammentata ricerca sul cancro

redazione 18 maggio 2015

 

 

cancro La frammentata ricerca sul cancro

 

Sono stati cinquantamila fra enti ed associazioni ad aver beneficiato del contributo del 5xmille nel 2013, questi almeno sono gli ultimi dati ufficiali, nei quali si assiste ad un assalto alla diligenza di sigle che vanno dall’associazione italiana per la ricerca sul cancro con oltre cinquantaquattromilioni di Euro, sino agli zero Euro dell’associazione degli Afghani in Friuli. Fra questi due estremi vi è una miriade di nomi di associazioni ambientaliste, religiose, università, scuole di danza, bande musicali, associazioni musicali, quella dei radioamatori e via dicendo.

 

A parte le piccole somme che hanno interessato questi ultimi gruppi, quello che balza agli occhi è la parte del leone fatta dalle strutture di ricerca scientifica e sanitaria. Stupisce vedere in questo infinito elenco diverse associazioni operanti nella ricerca sul cancro, infatti all’associazione italiana per la ricerca sul cancro di cui abbiamo fatto cenno, vi sono la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro onlus, l’Istituto europeo di oncologia srl, la Fondazione Umberto Veronesi, ma anche l’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mielosa onlus. Per quale motivo vi sia una così consistente frammentazione di associazioni che lavorano tutte per combattere il cancro, lo vorremmo sapere.

 

Non sarebbe meglio concentrarle in un’unica Federazione tutte queste sigle, dato che anche il proverbio ci ricorda che l’unione fa la forza? Il dubbio che ci assale, ma che speriamo sia solo tale e che ci auguriamo ci venga chiarito, è che dietro ad ognuna di queste associazioni vi siano interessi di gruppi farmaceutici che per difendere i propri orticelli si paraventano con le più svariate sigle onlus. Se così fosse, sarebbe il caso che il ministero della Salute facesse chiarezza, per il bene di tutti noi.

 

Roberto Olivato

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