ESCLUSIVO- GILARDONI escluso dai Giochi: “hanno sepolto le mie undici medaglie d’ oro”

redazione 8 agosto 2012

62 ESCLUSIVO  GILARDONI escluso dai Giochi: hanno sepolto le mie undici medaglie d oro

La riconoscenza è un lusso difficile da ottenere. Specie nel cinico mondo dello sport. Eppure sin da quando si è bambini, genitori e insegnanti provano a metterti in testa l’ idea che lo sport faccia bene, sia un ambiente sano e ricco di valori. È  vero, lo sport è così, ma talvolta, nella sua forma peggiore, sa essere davvero spietato. Ne sa qualcosa Daniele Gilardoni, trentaseienne bellagino e canottiere più iridato nella storia con ben 11 medaglie d’oro nella specialità quattro di coppia. Cosa si può chiedere di più alla propria carriera sportiva? E invece a Daniele non sono bastati tutti questi gloriosi trionfi per garantirsi un un posto nell’ olimpo degli sportivi italiani. Posto che gli spetterebbe di diritto, senza alcuna discussione. Evidentemente per qualcuno, la Federazione italiani in primis, essere il campione più iridato non è abbastanza. Come ci racconta con amarezza lo stesso Daniele

Cosa prova il campione dei campioni del canottaggio italiano a guardare le Olimpiadi da casa?

Sono sincero, non sto seguendo molto, quello che so è perchè me lo hanno riferito i miei amici. Ho visto qualche gara, ma non di canottaggio, evito. Da parte mia c’è molto rammarico

Mi vuoi dire che non hai visto l’ argento del duo Battisti -Sartori?

No, davvero. Mentre gareggiavano ero a fare il corso per la patente nautica. Cambia poco, perchè ogni cinque minuti mi arrivavano messaggi in cui mi raccontavano per filo e per segno come andavano le cose. Sono molto felice per loro, è una barca che se lo merita, se la sono dovuta cavare da soli, tutto l’anno, anche durante gli allenamenti. E poi Alessio Sartori è un mio avversario storico, sin da quand’eravamo piccoli. Mi batteva sempre. È un grande campione

Nelle interviste post gara i due non si sono fatti mancare qualche frecciatina nei confronti della  FIC (Federazione Italiana Canottaggio) che non li riteneva all’altezza

L’atteggiamento della Federazione è davvero incomprensibile. Sartori nei momenti decisivi ha sempre dimostrato di esserci, di tirar fuori il meglio di sè. Magari durante l’anno ha avuto qualche periodo no, ma nelle competizioni importanti fa sempre bene. Altri invece fanno grandi cose durante la stagione ma nei momenti cruciali falliscono. Questa è la differenza tra un campione e un buon canottiere. Purtroppo in Italia fa strada chi è raccomandato, anche nello sport.

Anche tu pare che abbia un pò il dente avvelenato

Non potrebbe essere altrimenti, specie quando vede che ragazzi che raggiungono traguardi importanti attraverso enormi sacrifici non hanno la minima riconoscenza, mentre altri, meno vincenti ma più “agganciati” si. Non siamo minimamente valorizzati. Io ho vinto undici campionati del mondo, ma per mantenere una certa immagine devo fare da me.

Credi che questa poca attenzione al merito incida sui risultati sportivi del nostro Paese?

Ti dico solo che l’Italia è nettamente la nazione più forte del mondo nella categoria pesi leggeri di canottaggio e in quest’ Olimpiade non è riuscita a portare a casa neanche una medaglia. Mi correggo, non è arrivata nemmeno in finale

Ci dovevi essere tu?

Non sto dicendo questo, ma nonostante i miei risultati importanti la Federazione non mi considera un atleta di vertice. L’unico allenatore che ha sempre creduto in me è Gianni Fustiglione che attualmente si trova in Grecia. Sembra che vincere 11 medaglie d’ oro raggiungendo il record nella storia del canottaggio non valga nulla.

Forse devi vincere anche in altre disciplina, non so Triathlon.

Eh già (ride, ndr) oppure sarei dovuto nascere in Svizzera o in Grecia e stai sicuro che avrei partecipato alle Olimpiadi. La cosa che mi fa piacere è che mi arrivano molti messaggi dai canottieri di altre nazioni che mi dicono: “Hai visto, non ci sei tu e l’Italia non arriva neanche in finale”. Questi sms per me sono motivi d’ orgoglio.

Così risulta difficile persino trovare stimoli durante gli allenamenti

Puoi dirlo forte. In più, io non faccio parte di nessun corpo militare e quindi anche lo stipendio va e viene. Diventa quasi una sfida personale. D’altronde è inutile negarlo, partecipare all’Olimpiade è il sogno di ogni atleta.

Credi che la storia di copertina della coppia Pellegrini – Magnini abbia influito sul fallimento del nuoto?

Indubbiamente si. Purtroppo alcuni atleti, seppur giovani, si sentono già arrivati. Appena vincono qualcosa si esaltano e non portano rispetto ai compagni di squadra più grandi.

Visto le difficoltà espresse prima, hai già pensato ad altri interessi da perseguire al di fuori del canottaggio?

Considerate le falle del sistema italiano riguardo alla mia disciplina non so neanche se poter cominciare una carriera da allenatore o dirigente. Se mi presento all’estero con il mio curriculum sicuramente qualcosa può venir fuori. Se ci fai caso, molti allenatori italiani, anche di altri sport, migrano fuori dai nostri confini.

Un commento su Bolt?

Semplicemente fenomenale. Rispecchia tutte le cose belle dello sport. Le cosiddette quattro d: determinazione, disciplina, dedizione e soprattutto dare qualcosa in più. E lui riesce a darlo.

Ci sono degli scatti che ti ritraggono al Beach Club di Forte dei Marmi mentre insegni alcuni esercizi a qualche vip

Diciamo che quest’estate mi sto divertendo molto. Anche se mi sarei divertito di più a Londra…

 

 

[Gallery not found]