EDITORIALE di Mirko Scarcella, La Grande Bellezza divide: un film italiano non per italiani?

redazione 5 marzo 2014

sorrentino1 EDITORIALE di Mirko Scarcella, La Grande Bellezza divide: un film italiano non per italiani?

Ha dominato la scena durante la stagione delle premiazioni, arrivando a conquistare l’ambito titolo di Miglior film straniero agli Oscar. Dopo il successo oltreoceano, “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino è arrivato in tv, ieri sera alle 21.10 su Canale 5, incuriosendo ben 9 milioni di telespettatori, me compreso. Il risultato finale? Devo confermare quello che ho sentito dire per mesi: il film più amato dal pubblico americano non convince noi italiani. Lo dimostrano i centinaia di commenti che giungono sul web, tweet e messaggi su Facebook che vanno a distruggere senza mezzi termini le numerose critiche positive riscosse dal film in terre straniere. Ma perché?

Il film ha un grande merito, quello di riuscire a mettere in mostra la spettacolare Roma, regalandoci scorci magici e spesso inesplorati che meritano di essere messi sotto i migliori riflettori internazionali. Ma che cosa resta della storia? Emerge il lato pessimistico, emerge la crisi, emerge la città, ma la storia resta avvolta per tanto, troppo tempo nel mistero. Lo stile felliniano del film è ben percettibile, ma il film di Sorrentino non riesce a mettere tutti d’accordo: personalmente, diventando il primo film italiano premiato dopo il magico “La vita è bella”, mi aspettavo qualcosa di più, ma non me la sento di denigrare quanto è stato fatto.

La pellicola è lo specchio della decadenza della nostra società, dell’uomo medio italiano, e di quelle ipocrisie che rispecchiano la nostra cultura. Forse è proprio questo che non piace a noi italiani! Mi dispiace vedere, ancora una volta che il successo non venga perdonato: quando si raggiunge la vetta, spesso in questo Paese si tende a punire il successo. E’ sempre più facile demolire e improvvisarsi intelligenti piuttosto che esaltare il merito degli altri: questa purtroppo è l’essenza del nostro popolo nell’era moderna. Si fa gruppo, ci si unisce in un solo coro assordante per denigrare e inneggiare alla bruttezza, mentre (per fortuna) c’è ancora chi si muove in punta di piedi, quasi sottovoce per cercare di dare spolvero alla bellezza.

Sorrentino può piacere o meno, ma non possiamo privarlo del riscontro positivo che ha riscosso nel mondo. Il suo film, per coraggio, successo e impegno resta una grande bellezza.

Mirko Scarcella

 

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