Il disastro di Chernobyl

redazione 26 aprile 2016

chernobyl1 650x325 Il disastro di Chernobyl

Per chi era troppo piccolo nel 1986 o non era ancora nato vale la pena ricordare cosa accadde quel 26 aprile affinché si comprendano i danni che può causare un’ esplosione del genere e si metta in evidenza la pericolosità delle centrali nelle quali viene prodotta energia nucleare.

Nella notte tra il 25 e il 26 aprile dell’ ’86 scoppiò il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, che all’ epoca faceva parte dell’ Unione Sovietica. Dopo l’ esplosione fuoriuscì dal reattore una nuvola radioattiva che contaminò vaste zone circostanti la centrale rendendo necessaria l’ immediata evacuazione dell’ intera area.

Fu necessario, inoltre isolare il reattore e i detriti dell’ esplosione, pertanto fu progettato un sarcofago di contenimento per far fonte all’ emergenza. Questa struttura architettonica fu realizzata in tempi record – tra il maggio e il novembre dello stesso anno – perché bisognava delimitare la centrale al fine di contenere i anni. Tuttavia il sarcofago, dovendo essere realizzato nel più breve tempo possibile era stato costruito con materiali poveri e il progetto era stato troppo approssimativo, di conseguenza ogni anno si sono aperte nuove falle nelle quali si verificano infiltrazioni d’ acqua piovana col rischio che vengano contaminate le falde acquifere.

Il materiale radioattivo non contaminò soltanto le zone in prossimità della centrale, ma la sua diffusione interessò vaste aree delle Bielorussia, Ucraina e Russia. Un basso livello di contaminazione ci fu anche nei paesi scandinavi e nell’ Europa orientale.

I danni delle radiazioni furono enormi. La diffusione nell’ ambiente di quelle sostanze tossiche provocarono la morte di piante e animali. Sugli uomini l’ effetto fu devastante, si calcola che tra la popolazione che all’ epoca aveva dai 0 ai 18 anni, quindi nel periodo tra il 1986 e il 2005, vi furono circa 4000 morti per tumore alla tiroide.

Il disastro di Chernobyl deve far pensare a quanto poco sicuro sia produrre energia nucleare o con altre fonti di energia non rinnovabile poiché i danni sono immani e duraturi.

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