CHANGEZ LA DAME: tocca alle elezioni

redazione 2 gennaio 2013

o.148209 CHANGEZ LA DAME: tocca alle elezioni

Nuovo giro di valzer, “changez la dame”: dall’economia alla politica, come se le due muse possano “ballare da sole”, e non avvinghiate in un sensualissimo tango. Fino ad ieri sui giornali si scriveva solo di crisi, di tasse, di aziende che chiudono, di lavoro che non c’è. Oggi si scrive, si discute e si straparla di liste, listelle e listoni, di nuove alleanze ( alcune sante, altre meno), di nuovi arrivi e partenze. La confusione è ai massimi livelli, segno inconfondibile che la campagna elettorale è cominciata. E se lo “spread” va a mille la cosa interessa poco, salvo poi a maledire il primo che, un giorno non lontano, capiterà a tiro e a considerarlo responsabile di tutti i guai passati presenti e futuri. Mario Monti ha scelto la strada “interventista”, ci sarà anche lui, come gran “sacerdote” ( gode anche della benedizione vaticana) dei moderati, personale politico tradizionalmente benestante, abitualmente ben educato, presentabile in piazza e a Corte, né rosso né nero, ma con infinite sfumature di grigio. E’ compito del professore dare una mano di vernice fresca . Se lo farà con vigore e calore ( del vigore non dubitiamo), sarà il successo della moderazione intesa come arte della politica concreta e non visionaria. Ma a proposito di Supermario, a chi è più antipatico: a Silvio o a Bersani? Bella gara questa, fatta di stima a corrente alternata, rispetto personale un giorno si e uno no, ammirazione e stizza da un’ora all’altra. C’è da dire che più di tanto Monti non si doveva aspettare. Troppi encomi troppi riconoscimenti, bravo di qua, bravo di là, troppa invidia seminata in vari campi, e per giunta campi avversi. E’ il massimo. .