Caso Ceste, Il marito Michele Buoninconti dal carcere: “Usano mio figlio contro di me”

redazione 17 febbraio 2015

ceste Caso Ceste, Il marito Michele Buoninconti dal carcere: “Usano mio figlio contro di me”

 

Dallo scorso 29 gennaio Michele Buoninconti, l’uomo accusato per l’omicidio della moglie Elena Ceste, è detenuto nella casa circondariale di Quarto d’Asti. Ed è da lì, dal carcere, che Buoninconti ha scritto una lettera per potersi difendere dalle accuse, come riporta La Repubblica: “Ai funerali di mia moglie hanno cambiato la lettera del bambino per cancellare la parola papà. Quanta ipocrisia, ma la verità alla fine verrà a galla”.

 

“Sono rimasto profondamente deluso per ciò che è stato scritto. C’è tanta ipocrisia. Mi è venuta in mente la parabola del fariseo e del pubblicano, e non chiamatemi uomo di altri tempi solo perché leggo la Bibbia..”. Le parole dell’uomo poi entrano nel dettaglio quando si chiede: “Vorrei conoscere ancor meglio la Bibbia per capire perché si è dovuta adattare una lettura cancellando la parola marito perché ritenuta maschilista. E l’ipocrisia non è finita: ha raggiunto il culmine quando hanno adeguato una lettera spontanea di un bambino col solo intento di togliere la parola papà”.

 

L’uomo conclude poi la sua lettera di sfogo ammettendo di immaginare quanto sia stato grande il sacrificio del figlio nel dover leggere parole che per Michele non sono sue.

 

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