Caso Antinori: “L’infermiera che mi accusa è dell’Isis”

redazione 18 maggio 2016

severino antinori Caso Antinori: Linfermiera che mi accusa è dellIsisDalle indagini è emerso che sono 23 le giovani donne che si sono sottoposte a pesanti cure ormonali e sono entrate in sala operatoria per farsi prelevare gli ovuli da Severino Antinori, molto probabilmente in cambio di soldi. Sono di Cuba, Romania, Albania e Italia, in particolare da Messina e Bari, città di nascita, in un caso il domicilio è Milano.

Nei fascicoli dell’inchiesta sul caso Antinori, i dati non sono completi, mancano residenza e città di origine. Per il noto ginecologo italiano non è una novità, in passato infatti gli era stata contestata la scarsa trasparenza sulle donatrici, prevista invece per legge. Inoltre In Italia è vietato il commercio di ovuli.

Antinori è attualmente agli arresti domiciliari dopo la denuncia di un’infermiera spagnola 24enne che sostiene di avere subito il prelievo di ovuli con la forza. Continua però a difendersi, sostenendo che avesse avuto il consenso dell’infermiera, sostenendo che la donna sia appartenente all’Isis. Il ginecologo, che essendo ai domiciliari non potrebbe parlare, sostiene che lui l’abbia scoperta e lei si sia vendicata.

Una vicenda che nasce anche per via di alcune problematiche. Gli ospedali pubblici infatti non riescono a soddisfare le richieste delle coppie in cerca di un figlio proprio per mancanza di donatrici. Ecco che quindi si innesca un mercato clandestino, per le strutture private, importare gli ovuli dall’estero in modo legale burocraticamente è più semplice, ma c’è anche un iter molto lungo. Gli ovociti trovati dai carabinieri del Nas nella clinica Matris, sotto sequestro, sono 130, donati da 18 pazienti. Altri sono già stati fecondati, come quelli dell’infermiera spagnola.

 

 

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