Basta con gli atti dovuti

redazione 9 novembre 2014

messico Basta con gli atti dovuti

 

La notizia arrivata dal Messico, della morte di 43 ragazzi uccisi e dati alle fiamme, alcuni mentre erano ancora in vita, per poi venire sepolti in una fossa comune, avrebbe dovuto essere sulle prima pagine dei giornali e dei notiziari televisivi non solo il giorno del fattaccio, ma tutti i giorni sino a quando i responsabili di questo atroce gesto non  fossero stati tutti arrestati, affinché la notizia riuscisse a mantenere vivo il senso di orrore che un tale barbaro gesto rappresentava. Invece no, dopo un giorno i 43 ragazzi sono passati nelle seconde e terze pagine dei giornali e, nelle televisioni dopo la politica, l’economia ed il gossip.

 

I paesi sudamericani non sono nuovi a certe misure, basta ricordare il Cile di Pinochet con 2000 morti e 38000 desaparecidos, o l’Argentina che sotto la Giunta militare tra il 1976 ed il 1983 fece più di 40000 vittime. E’ quasi un collaudato sistema dei paesi del sud america, quello di ricorrere a stragi contro coloro fossero ritenuti oppositori politici. Ma si conoscono anche i rapporti della politica con i “signori” del narcotraffico e pertanto, le famiglie dei giovani trucidati  rifiutano di credere a quanto spiegato loro da Jesus Murillo Karam Murillo procuratore messicano, che dice essere difficile l’identificazione dei resti umani trovati in una fossa. Ma le famiglie, che non considerano morti i ragazzi fino a quando non avranno in mano i risultati di un’analisi forense, hanno richiesto a degli scienziati dello Stato argentino di lavorare sul caso.

 

Purtroppo queste stragi continuano ad avvenire, nonostante siano state definite come crimini contro l’umanità dall’articolo 7 dello Statuto di Roma del 17 luglio 1988 e dalla risoluzione n 47/133 dell’Onu del 18 dicembre 1992. Come si vede le risoluzioni e gli articoli che le compongono non servono a nulla, forse sarebbe meglio estromettere da tutte le organizzazioni internazionali, nonché da finanziamenti, rapporti commerciali e diplomatici, tutte quelle nazioni ed in questo caso il Messico, che assumessero simili comportamenti, perché altrimenti il resto del mondo si renderebbe complice di tali carneficine, rendendo ridicola qualsiasi risoluzione che apparirebbe più come un atto dovuto, che una reale presa di posizione.

 

Roberto Olivato

Tags: