ANDREA CALEVO è libero

redazione 2 gennaio 2013

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Un 2013 carico si entusiasmo e felicità in casa Calevo: dopo 15 giorni di prigionia Andrea ha potuto riabbracciare i suoi cari e trascorrere il Capodanno in famiglia.

UNA VITA NORAMALE - Il desiderio principale di Andrea Calevo è tornare alla propria quotidianità, lasciandosi questa brutta storia alle spalle. Insomma, anno nuovo vita nuova, anche perchè, per riprenderesi da un’esperienza dolorosa come quella che gli è toccata, l’unico rimedio è riprendere in mano le redini della propria esistenza ed andare avanti. “Nei momenti difficili in prigionia, mi sono aggrappato alla famiglia, altri giorni alla Fede, altri ancora a me stesso. Non è facile: passi da momenti un cui credi di farcela a momenti di grande depressione. Ma adesso voglio tornare ad una vita normale: domani sarò in ufficio”. Rapito nella sua casa il 16 dicembre, è stato liberato grazie a dun blitz il 31, con successivo arresto del capobanda e di altri gregari: a tradire i rapitori è stato il furgone bianco utilizzato per pedinare l’imprenditore. Le telecamere di sorveglianza non sono riuscite a riprendere il numero di tarda a causa anche dell’oscurità, ma hanno individuato altri dettagli che hanno permesso di risalire fino a Pierluigi Destri, il 70enne imprenditore edile definito l’organizzatore del rapimento.

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IL SEQUESTRO - “Non ho assolutamente capito chi erano e non conoscevo nemmeno Destri. Mi hanno detto che è un mio cliente, ma non l’ho mai conosciuto. Forse ha trattato con i miei dipendenti, sicuramente per piccoli acquisti. Non ho mai avuto nessuna minaccia e nessuna ritorsione e non ho mai litigato per questioni di soldi. Sono una persone che piuttosto che litigare cerca di trovare un accordo”. Nonostante le dichiarazioni di Calevo, come in tutti i sequestri, si è trattato ovviamente di una questione di soldi: il 21 dicembre la famiglia ha infatti ricevuto una lettera scritta dallo stesso Andrea, con la richiesta di riscatto: 8 milioni di euro.

LA SOLIDARIETÀ DEI CONCITTADINI - Durante i giorni di prigionia, l’Aurelia era stata tapezzata di striscioni con scritto “Andrea libero!”. Fortunatamente ora questi sono stati sotituiti da altri su cui appare “Andrea è libero!”. La notte di Capodanno Lerici ha avuto un motivo in più per festeggiare: Andrea era tornato a casa dalla sua famiglia. In piazza la festa per salutare l’anno nuovo è stata dedicata a lui con 400 lumini accesi che hanno composto un luminoso “Betornato Andrea”.

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