ALESSANDRO SALLUSTI: domiciliari… d’amore

redazione 27 novembre 2012

COVER SANTANCHE 300 ALESSANDRO SALLUSTI: domiciliari... damore

Per Alessandro Sallusti si allontanano le fredde sbarre del carcere e la triste visione dei prossimi 14 mesi in una celletta fredda e inospitale: ora può darsi alla pazza gioia a… casa di Daniela Santanchè!

LA DECISIONE DELLA PROCURA DI MILANO – Il procuratore Bruno Liberati – neanche a farlo apposta il cognome in questo caso è eloquente – ha comunicato in una nota  “il decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione per la carcerazione”. Ovviamente il giudice monocratico di Milano ha 5 giorni per decidere e eventualmente accogliere la richiesta del pubblico ministero sui domiciliari. Per ora, però, Sallusti può tirare un sospiro di sollievo, anche se lui non la pensa esattamente così: “Anche se non vado in carcere e quindi non ci sarà la violenza fisica della detenzione, resta comunque la violenza psicologica dell’essere privati della libertà” così ha dichiarato all’ANSA. Bè, tutto il giorno a casa con la Santanchè richiede nervi saldi, ma gli poteva andare peggio, dopo tutto al posto della prigione, ha la possibilità di restare tra le mura domestiche con la sua “bella”.

LA POLEMICA – I domiciliari sono stati richiesti in base alla legge svuota-carceri e accettati proprio nel giorno in cui si attende la definizione del disegno di legge in materia di diffamazione. Quante coincidenze! Sallusti era entrano infatti nell’occhio del ciclone penale a causa di alcuni articoli ritenuti diffamatori comparsi nel 2007 sul quotidiano Libero, in relazione all’aborto di una minorenne: il caso era stato aggravato da un corsivo frimato con lo pseudonimo di “Dreyfus”. Comunque Sallusti può rilassarsi, almeno per ora: non c’è pericolosità sociale e perciò i domiciliari sono una scelta ottimale. A guardarlo in faccia trasmette un po’ di  inquietudine, ma in effetti definirlo pericoloso ci sembra eccessivo.

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