Addio al Maestro Alberto Bevilacqua: e’ polemica sulla sua morte

redazione 9 settembre 2013

bevi Addio al Maestro Alberto Bevilacqua: e polemica sulla sua morte

Alla fine, e’ stata la malattia ad avere la meglio su di lui, su quel grande Maestro della scrittura. Questa mattina, all’eta’ di 79 anni, Alberto Bevilacqua moriva nella clinica di Villa Mafalda, a Roma: a stroncare il giornalista sarebbe stato un arresto cardiocircolatorio, ipotesi che non sembra convincere la compagna Michela Miti. La Miti, nome d’arte di Michela Macaluso, ha deciso di presentare immediatamente un esposto contro la struttura romana con l’accusa di lesioni colpose. Tramite il suo avvocato, la donna ha chiesto anche al pm Elena Neri di procedere con l’autopsia, per poter cosi’ avere ogni certezza sulle cause del decesso. Una scelta che sembra aver scioccato profondamente la sorella del Maestro, la signora Anna.

Bevilacqua si trovava a Villa Mafalda dallo scorso ottobre e viveva da mesi in uno stato di incoscienza: in tutto questo tempo la battaglia della sua compagna sembrava gia’ aver preso forma, poiche’ attraverso i suoi legali continuava a parlare di una “prigionia” forzata che i medici imponevano al poeta, divenuto ormai un “ostaggio” della clinica. Per questo tento’ diverse volte di chiedere il trasferimento, ma tale possibilita’ non venne mai concessa da parte dei tribunali civili e la Miti non aveva alcun tipo di diritto nei confronti di Bevilacqua, non poteva legalmente effettuare tale decisione, poiche’ non erano sposati.
Ennesima beffa di un Paese che vive legato a leggi assurde e controverse!

Nella sua lunghissima vita Bevilacqua ha scritto e diretto alcuni veri capolavori, spesso trasformando i suoi stessi romanzi in sceneggiature, realizzando film divenuti poi di culto per la storia del cinema del nostro Paese. Citiamo per esempio “La Califfa”, “Questa specie d’amore”, “Gialloparma” e ancora “Seddok, l’erede di Satana” diretto da Anton Giulio Majano e “Tutto suo padre” diretto da Maurizio Lucidi. Tantissime le opere nate dalla sua penna, tantissimi i premi vinti, dal primo Premio Campiello nel 1966 per “Questa specie d’amore”, al Premio Strega nel 1968, passando per un doppio premio Bancarella rispettivamente nel 1972 e nel 1991. L’ultimo grande riconoscimento arrivo’ nel 2011 con il premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Poesia per “La camera segreta”.

E mentre si indaga sulla sua morte, l’Italia piange per l’addio a questo uomo, una delle piu’ belle e gloriose realta’ del nostro Paese. Uno di quegli uomini grandi, cosi’ grandi da diventare unici, capaci di scrivere la storia e lasciare il segno. Per sempre.

 

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