20 domande a MARCO MASSA, di professione cantautore

redazione 5 novembre 2012

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Una domenica sera d’eccezione con la musica del bravissimo cantautore Marco Massa presso il DNArte  Live Club (qui le indicazione su come raggiungerlo) in Via Valleambrosia 24 ad Assago (Mi), prevista per il prossimo 11 Novembre alle 21:00. Massa, che nell’ottobre del 2011 si è aggiudicato il Premio Sergio Endrigo con il brano “Cara Milano”, si esibirà insieme al suo nuovo gruppo e ad alcuni ospiti, validissimi musicisti, riprendendo il format che lo scorso settembre ha decretato il sold-out al Blue Note di Milano:
Marco Brioschi | tromba, flicorno
Roberto Gelli | contrabbasso
Francesco D’Auria | batteria, percussioni, hang
 Ospiti:
Ciaccio De Rossi | violino
Patrizia Di Malta | voce
Manfredi Trugenberger | pianoforte
Nené Ribeiro | voce, chitarra

In attesa di questo appuntamento, abbiamo raggiunto al telefono Marco, sottoponendolo al “fuoco di fila” di 20-domande-20; vediamo come ha risposto…

1 – Che cosa rappresenta per te la “vera felicità”? La vera felicità è riuscire a far musica e nello stesso tempo riuscire a vivere.
2 – Qual è la tua più grande paura? Non poter più sentir musica… ho il terrore di diventare sordo. E’ un problema che ho fin da ragazzino e ogni tanto devo dire che penso di esserlo…  ”sordo”!
3 – Con quale personaggio storico ti identifichi di più? I personaggi storici che amo di più sono i rivoluzionari di fine ottocento-primi novecento da Pisacane a Malatesta ma con chi mi identifico di più è Errico Malatesta , uomo di grande coraggio e mai prevaricatore o despota vero “anarchico libertario”. Durante la rivolta nel Matese entrava nei comuni dei paesi, bruciava i documenti della popolazione costretta a pagare tasse inutili e semplicemente alla gente che restava attonita e meravigliata diceva ” Adesso tocca a voi dovete cavarvela da soli createvi il vostro mondo, ne servi ne padroni”. Carlo Pisacane era molto simile, parlava di libertà ai contadini del sud e fu ammazzato dagli stessi con i forconi. Non era facile allora parlare di libertà a gente che era stata sempre sottomessa dai Borboni o dai Savoia: ecco, questi sono i personaggi che amo di più… “gli utopisti”.
4 – Cosa ti piace meno di te? Beh, l’elenco sarebbe troppo lungo, se parli di fisico non mi sono mai piaciuto e poi non mi è mai piaciuto riascoltarmi dopo che ho cantato: sono iper critico.
5 – Qual è la massima stravaganza della tua vita? Essermi iscritto ad un corso di sub perché mi ero innamorato di una ragazza e quando lei scese con le bombole per la prima volta a 15 metri, io la seguii senza bombole in apnea e quando lei toccò il fondo io ero lì con lei; io ero in apnea, gli regalai un anellino e tornai in superficie senza più ossigeno nei polmoni. L’istruttore, quando toccò nuovamente il mio turno, non mi fece più scendere… però il brevetto l’ho preso comunque! Dopo quel corso non scesi più.
6 – In che occasione dici bugie… se le dici? L’unico momento che non dico bugie è quando le dico!
7 – Qual è la persona che meno ti piace? In questo momento Formigoni, per quanto riguarda la politica lo trovo falso e ipocrita, passa per un duro invece lo trovo così debole e poco coraggioso.
8 – Vinile, cd o download? Non ho nostalgie ,l’unica che ho sono le copertine dei vinili quando andavo da Buscemi e mi perdevo in mezzo a quegli scaffali, comprando i dischi solo per le copertine. Comunque mi piacciono anche i cd, il resto – la cosiddetta “musica liquida” non m’interessa.
9 – Cinque album dei quali non puoi fare a meno? 1) “Kind of Blue” di Miles Davis - 2) “Four Way Street” dei CSNY – 3) “Mingus” di Joni Mitchell – 4) “Diane” di Chet Baker e Paul Bley – 5) “Mingus Play Piano” di Charles Mingus.
10 – Una canzone che vorresti avere scritto? Senza dubbio “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco.
11 – Qual è il tuo attuale stato d’animo? Incredulo ma contento. Molte cose si stanno muovendo nel verso giusto, ho delle buone mattine e poi ho la musica che mi salva sempre.
12 – Qual è la cosa più preziosa che possiedi? Una chitarra baritono  fatta a mano da un grandissimo liutaio, Valerio Gorla. È la chitarra che mi accompagna ultimamente in tutte le mie serate. E’ davvero magica, quando sento i suoi bassi provo una certa emozione…
13 – Quando hai esattamente capito che la musica sarebbe stato il tuo lavoro? Quando le donne mi sorridevano e poi parlavano con me … dopo i concerti.
14 – Chi è il tuo eroe vivente? Non ho eroi.
15 – Chi sono i tuoi scrittori preferiti? Veramente difficile o, forse… troppo facile risponderti. In un momento di crisi non c’è spazio per gli eroi, se proprio devo fare un nome direi Barack Obama. Credo realmente nel cambiamento ma in mondo come questo fare le riforme significa fare la rivoluzione!
16 – Chi sono i tuoi musicisti preferiti? Burt Bacharach, Charles Mingus, Chet Baker , Ornette Coleman, Paul Bley, Miles Davis, David Crosby, Renato Sellani, Enrico Rava, Franchino D’Auria, Maurizio Marsico, Luca Calabrese, Ravel, Satie. Ne ho scoperto uno veramente straordinario proprio in questi giorni: Paolo Brioschi! Ho avuto l’onore di suonare con lui, non ho mai visto in Italia così tanta  musicalità concentrata in un trombettista!
17 – Cosa non ti piace di questo Paese? Il voler farsi del male a tutti i costi… disponendo di un potenziale così grande come il nostro. Questo è il problema dell’uomo, dell’umanità intera: distruggere ciò che è bello. Diciamo che noi italiani, in tempo di pace da più di sessant’anni, c’è la mettiamo proprio tutta.
18 – Dove vorresti vivere? L’Italia è il più bel paese del mondo.
19 – Di quale virtù ti piacerebbe disporre? Leggere il setticlavio con disinvoltura! Ho sempre fatto molta fatica a leggere gli spartiti.
20 – Quale potrebbe essere il tuo motto? C’è un solo modo di vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi! (Paul Valerì)

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